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La Sardinia Cup torna a Porto Cervo e rilancia il fascino delle regate a squadre

Venti yacht, dieci team e il ritorno dopo quattordici anni, la Sardinia Cup rilancia le regate a squadre

La Sardinia Cup torna a Porto Cervo e rilancia il fascino delle regate a squadre

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La Sardinia Cup 2026 torna a Porto Cervo e premia il Royal Ocean Racing Club dopo una settimana di grande vela

La Range Rover Sardinia Cup 2026 ha riportato a Porto Cervo una delle regate più rappresentative della grande vela internazionale. Dopo quattordici anni di assenza dal calendario, l’evento organizzato dallo Yacht Club Costa Smeralda è tornato nelle acque della Costa Smeralda dal 31 maggio al 7 giugno, restituendo agli appassionati una formula che appartiene alla storia delle competizioni d’altura.

Non era soltanto il ritorno di una regata. Era il recupero di un modo diverso di intendere la vela, dove non conta solo la prestazione della singola barca, ma la capacità di costruire una squadra, rappresentare un club e mantenere equilibrio tra tattica, resistenza, tecnica e spirito collettivo.

La vittoria del Royal Ocean Racing Club

A conquistare l’edizione 2026 è stato il Royal Ocean Racing Club, che ha chiuso davanti allo Yacht Club Costa Smeralda e al team RORC Gold. Un risultato significativo, perché premia uno dei club più legati alla tradizione della vela offshore e conferma il valore di un format in cui la classifica complessiva nasce dalla somma delle prestazioni di due imbarcazioni.

Nelle classifiche individuali, Ino Veritas si è imposta nella Sardinia Cup Class 1, mentre Ran ha vinto nella Sardinia Cup Class 2. Due risultati che hanno contribuito a rendere la settimana di Porto Cervo una sfida tecnica e tattica di alto livello, con equipaggi chiamati a gestire condizioni diverse e percorsi impegnativi.

Venti yacht e dieci team per una sfida tra club

La Range Rover Sardinia Cup 2026 ha visto la partecipazione di 20 yacht, suddivisi in 10 team provenienti da yacht club italiani e internazionali. Ogni squadra era composta da due imbarcazioni, una inserita nella classe SC1 e una nella classe SC2, secondo una formula pensata per valorizzare la rappresentanza dei club e non soltanto il risultato individuale.

È proprio questo aspetto a rendere la Sardinia Cup diversa da molte altre competizioni. In mare si corre con il proprio equipaggio, ma il risultato finale dipende anche dalla prestazione dell’altra barca del team. Una dinamica che aggiunge pressione, strategia e responsabilità condivisa, trasformando la regata in una vera sfida collettiva.

Una formula che guarda anche all’Admiral’s Cup

La nuova edizione della Sardinia Cup ha ripreso un legame storico con l’Admiral’s Cup, competizione organizzata dal Royal Ocean Racing Club nel Regno Unito. L’alternanza tra i due eventi permette ai team di pianificare la partecipazione con barche e configurazioni compatibili, mantenendo viva una tradizione internazionale molto amata dagli appassionati di vela d’altura.

La scelta di confermare una cadenza biennale rafforza l’identità della manifestazione. La Sardinia Cup non vuole essere un evento qualsiasi nel calendario, ma un appuntamento selezionato, riconoscibile, capace di conservare prestigio proprio perché non viene disperso nella quantità delle regate stagionali.

Donne e giovani a bordo

Uno degli elementi più interessanti del regolamento riguarda la composizione degli equipaggi. Ogni team doveva includere almeno una velista donna e un giovane sotto i 25 anni, una scelta che introduce nella competizione un messaggio chiaro: la vela d’altura deve continuare a crescere anche attraverso nuove generazioni e maggiore partecipazione femminile.

Non si tratta di un dettaglio formale. Inserire giovani atleti ed equipaggi misti in un contesto di alto livello significa offrire esperienza reale, confronto con equipaggi esperti e occasioni concrete di crescita. Per uno sport spesso percepito come tecnico e selettivo, questa apertura rappresenta un segnale positivo.

Una settimana tra costiere, boe e offshore

Il programma sportivo ha alternato regate costiere, prove tra le boe e una prova lunga offshore di circa 150 miglia nautiche. Una combinazione che ha richiesto competenze diverse, dalla conduzione in tempo reale alla gestione della navigazione più lunga, passando per scelte tattiche condizionate da vento, corrente e posizionamento degli avversari.

La giornata conclusiva ha offerto una regata costiera davanti a Porto Cervo, con vento leggero tra 8 e 10 nodi. Uno scenario perfetto dal punto di vista paesaggistico, ma non necessariamente semplice per gli equipaggi, perché le brezze leggere richiedono concentrazione, pulizia nelle manovre e grande sensibilità nella lettura del campo di regata.

Porto Cervo conferma il suo ruolo nella vela internazionale

Il ritorno della Sardinia Cup conferma ancora una volta il ruolo di Porto Cervo come uno dei centri più riconoscibili della vela mediterranea. Le sue acque non sono soltanto un fondale spettacolare per fotografie e racconti di stagione, ma un vero campo di prova per armatori, skipper ed equipaggi abituati a competere ad alto livello.

Per il pubblico di MED Yachting, la Sardinia Cup rappresenta anche qualcosa di più ampio: il punto d’incontro tra sport, lifestyle nautico, tradizione dei club e cultura del mare. È una regata che parla agli specialisti, ma che può affascinare anche chi ama semplicemente seguire il mondo dello yachting, delle grandi sfide e delle destinazioni iconiche del Mediterraneo.

Prossimo appuntamento nel 2028

La prossima edizione della Range Rover Sardinia Cup è già prevista dal 4 all’11 giugno 2028. Una data che conferma la volontà di dare continuità al progetto, mantenendo l’alternanza con l’Admiral’s Cup e rafforzando il valore internazionale della competizione.

Dopo quattordici anni di attesa, il ritorno del 2026 ha dimostrato che la Sardinia Cup conserva ancora una forte identità. La vittoria del Royal Ocean Racing Club chiude un’edizione importante, ma il vero risultato è forse un altro: aver riportato nel Mediterraneo una regata che unisce memoria, agonismo e futuro della vela d’altura.

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Foto (c) YCCS Gallery
YCCS Press Office

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29 Giugno 2026
© Redazione MED Yachting
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