Shenandoah of Sark nasce nel 1902, quando lo yachting era ancora fatto di grandi vele, lunghe traversate e imbarcazioni costruite per accompagnare i proprietari attraverso oceani e continenti. Più di un secolo dopo, questa goletta a tre alberi continua a navigare con la stessa silhouette che l’ha resa riconoscibile nel tempo, affiancando alla propria storia un livello di comfort adeguato allo yachting contemporaneo.
Costruita negli Stati Uniti dal cantiere Townsend & Downey su progetto del naval architect Theodore E. Ferris, misura oggi 54,35 metri fuori tutto. Il suo scafo in acciaio, l’armo classico e le proporzioni appartengono apertamente a un’altra epoca, ma proprio questa autenticità costituisce una parte importante del suo fascino.
Una barca nata nella Golden Age dello yachting
Shenandoah fu commissionata dal banchiere americano Charles Fahnestock come yacht privato destinato a navigare tra Caraibi e Mediterraneo. Ferris la progettò in un periodo nel quale eleganza e capacità veliche erano elementi inseparabili e il risultato fu una goletta topsail a tre alberi destinata a distinguersi già nei primi anni della propria vita.
Il Mediterraneo entrò presto nella sua storia. A partire dai primi anni del Novecento navigò lungo la Costa Azzurra e la Costiera Amalfitana, diventando scenario di ricevimenti e incontri che raccontavano uno stile di vita molto diverso da quello contemporaneo, ma sorprendentemente vicino all’immaginario che ancora oggi accompagna i grandi yacht classici.
Quasi cinque giri del mondo raccontati dalla rotta
La vita di Shenandoah non è stata quella di una barca conservata in porto come testimonianza del passato. Traversate atlantiche, navigazioni oceaniche, regate e lunghi periodi trascorsi lontano dal Mediterraneo hanno costruito una storia fatta soprattutto di miglia percorse.
Sul sito ufficiale viene ricordato come le rotte accumulate dopo il grande recupero degli anni Novanta corrispondano a quasi cinque circumnavigazioni del pianeta. Una misura forse più efficace di qualsiasi dato tecnico per comprendere la natura di questa imbarcazione.
La sua storia comprende anche partecipazioni a eventi prestigiosi, tra cui l’America’s Cup Jubilee del 2001 e numerose regate dedicate agli yacht classici. Shenandoah ha continuato così a fare ciò per cui era stata progettata, navigare realmente, invece di diventare soltanto un oggetto da conservare.
Restaurare senza cancellare il passato
Una barca costruita nel 1902 non arriva al presente semplicemente attraversando il tempo. Shenandoah ha affrontato importanti programmi di restauro e refit, tra cui interventi indicati dal sito ufficiale nel 2004, 2009, 2016 e 2019.
Uno dei passaggi decisivi avvenne dopo il suo ritrovamento in condizioni molto difficili nel Sud-est asiatico. Il successivo progetto di recupero richiese migliaia di ore di lavoro con l’obiettivo di mantenere il più possibile l’identità storica dell’imbarcazione, intervenendo allo stesso tempo su strutture, impianti e funzionalità necessarie alla navigazione moderna.
È probabilmente questo equilibrio a rendere Shenandoah particolarmente interessante. A bordo il passato non viene semplicemente ricostruito come scenografia, ma continua a convivere con tutto ciò che serve per utilizzare realmente uno yacht di oltre cinquanta metri.
54 metri che conservano il carattere di una goletta classica
Con i suoi 54,35 metri di lunghezza, 8,23 metri di larghezza e 4,65 metri di pescaggio, Shenandoah mantiene una presenza imponente senza perdere l’eleganza caratteristica delle grandi barche a vela dei primi del Novecento. La superficie velica dichiarata raggiunge 888 metri quadrati di bolina e 1.658 metri quadrati nelle configurazioni portanti.
Quando non procede a vela, due motori Lugger permettono una velocità di crociera di circa 9 nodi e una massima di 12 nodi. L’autonomia indicata dal sito ufficiale è di circa 3.250 miglia nautiche.
Numeri che raccontano una barca pensata per spostarsi davvero tra regioni e continenti, più che per limitarsi a brevi navigazioni costiere.
La storia incontra il comfort contemporaneo
Gli interni sono associati al lavoro del designer britannico Terence Disdale e l’organizzazione attuale consente di accogliere fino a 11 ospiti in quattro cabine, con un equipaggio di dimensioni analoghe.
Il carattere storico non esclude quindi le comodità richieste da un moderno yacht destinato anche al charter. A bordo trovano spazio sistemi di climatizzazione, tender e attrezzature dedicate alle attività in acqua, dalle piccole derive Laser alle attrezzature per immersioni, paddleboard, kayak, Seabob e altri water toys.
La particolarità sta proprio nel contrasto. Si può salire a bordo di una goletta progettata quando il Novecento era appena iniziato e trascorrere la giornata con servizi che appartengono pienamente allo yachting attuale.
Una presenza che il Mediterraneo conosce da più di cento anni
Per Shenandoah il Mediterraneo non rappresenta una destinazione recente. La goletta vi navigava già nei primi anni della propria storia, quando Costa Azzurra e Costiera Amalfitana iniziavano a diventare luoghi simbolo dello yachting internazionale.
Oggi ritrovarla sotto vela significa osservare qualcosa di raro, una barca che appartiene alla storia dello yachting ma che continua a essere utilizzata secondo la propria funzione originaria.
Non è soltanto la conservazione di un grande yacht classico. È la continuità di un modo di navigare che ha attraversato più di un secolo, guerre, cambi di proprietà, restauri e migliaia di miglia nautiche senza perdere il proprio legame con il mare.
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Shenandoah of Sark, sito ufficiale
14 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
Shenandoah of Sark, oltre un secolo di mare sotto vela
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