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Rossinavi Heed, 53 metri costruiti intorno al rapporto con il mare

Heed interpreta il superyacht sotto le 500 GT attraverso spazi aperti sul mare, design di Alberto Mancini e interni Salvagni

Rossinavi Heed, 53 metri costruiti intorno al rapporto con il mare

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Rossinavi Heed è un superyacht full custom di 53 metri con due piscine, suite armatoriale sul ponte superiore e batterie

Con Heed, Rossinavi sviluppa un superyacht full custom di 53 metri interamente in alluminio, costruito intorno a un principio preciso: aumentare la relazione fra gli spazi di bordo e il mare mantenendo il progetto sotto le 500 GT. Varato a Pisa nel gennaio 2026 e successivamente presentato nella sua configurazione completa al Monaco Yacht Show, lo yacht nasce dalla collaborazione con Alberto Mancini Yacht Design, Achille Salvagni Architetti e Arrabito Naval Architect.

Un 53 metri costruito entro le 500 GT

Heed misura 53 metri di lunghezza, 9,1 metri di baglio e ha un pescaggio massimo di 2,5 metri. La costruzione interamente in alluminio e la carena fast displacement sono state sviluppate cercando di ottenere volumi importanti senza superare la soglia delle 500 GT.

Il progetto è nato dal confronto diretto fra il cantiere e l’armatore. Matty Zadnikar di SeaNet SuperYachts ha seguito lo sviluppo come Owner’s Representative, coordinando progettisti e processo di costruzione.

La suite armatoriale si sposta sul ponte superiore

Uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il layout è la posizione della suite armatoriale. Invece di occupare la tradizionale zona prodiera del main deck, si trova a prua sul ponte superiore.

Una grande superficie vetrata apre la cabina verso uno spazio esterno privato dove trova posto una piscina utilizzabile anche per il nuoto controcorrente. La soluzione separa l’area dell’armatore dal resto della vita di bordo e crea una relazione visiva diretta con l’orizzonte.

La scelta di spostare la suite ha inoltre permesso di organizzare diversamente altri ambienti, utilizzando la distribuzione dei ponti come parte integrante dell’architettura dello yacht.

Il beach club si apre a livello dell’acqua

A poppa, il beach club comprende una seconda piscina e piattaforme laterali abbattibili. Una volta aperte, aumentano la superficie utilizzabile e avvicinano fisicamente l’area esterna alla superficie del mare.

Il rapporto fra interno ed esterno continua sul main deck. Il salone utilizza ampie vetrate a tutta altezza, mentre la zona pranzo è separata dall’area living e dispone di un balcone abbattibile sulla murata di dritta.

Più in alto, un Observation Deck completa la successione degli spazi esterni con un punto panoramico dedicato.

Le linee esterne di Alberto Mancini

Il design esterno è firmato da Alberto Mancini Yacht Design. Il profilo utilizza linee orizzontali nette, volumi relativamente compatti e una sovrastruttura studiata per mantenere leggibile la forma nonostante gli spazi disponibili a bordo.

La finitura grigio metallizzato dello scafo accentua le superfici e modifica la percezione delle geometrie in funzione della luce. La ricerca sulle proporzioni è stata condizionata anche dal limite delle 500 GT, trasformato dal progetto in un parametro entro il quale organizzare volumi, percorsi e aperture verso l’esterno.

Gli interni di Achille Salvagni

Gli interni portano la firma di Achille Salvagni Architetti. Il progetto utilizza forme morbide e continue, legni schiariti, marmi e dettagli metallici, evitando di riprodurre all’interno il linguaggio più geometrico degli esterni.

Arredi e componenti sono stati sviluppati in larga parte su misura. Il risultato cerca un equilibrio fra identità degli ambienti e continuità complessiva, utilizzando materiali e tonalità differenti senza trasformare ogni spazio in un episodio autonomo.

L’approccio di Salvagni lavora soprattutto sulla percezione: superfici curve, passaggi fluidi e accostamenti materici vengono utilizzati per rendere meno rigida la lettura degli ambienti di un grande yacht.

Batterie per sostare all’ancora senza generatori

Heed integra un sistema di batterie destinato alla gestione dei servizi di bordo durante la permanenza all’ancora. In questa modalità i generatori diesel possono essere spenti, eliminando localmente le emissioni prodotte dal loro funzionamento e riducendo contemporaneamente rumore e vibrazioni.

Non si tratta quindi di una propulsione completamente elettrica. La funzione delle batterie riguarda soprattutto l’hotel mode, cioè l’alimentazione dei servizi necessari alla vita a bordo quando lo yacht non sta navigando.

È una soluzione che incide direttamente sull’esperienza degli ospiti: in rada, il beneficio più immediatamente percepibile è la possibilità di mantenere attivi i sistemi di bordo senza il rumore continuo dei generatori.

Un progetto in cui il layout diventa parte del carattere

Heed non concentra la propria identità su un singolo elemento tecnico o stilistico. Il progetto mette insieme la posizione insolita della suite armatoriale, le due piscine, l’apertura del beach club, le grandi superfici vetrate e la gestione silenziosa dei servizi all’ancora.

Il risultato mostra come, anche all’interno del limite delle 500 GT, la distribuzione degli spazi possa diventare uno degli strumenti principali per differenziare un superyacht. Più che attraverso l’aumento delle dimensioni, Heed cerca infatti di costruire la propria identità nel modo in cui le persone si muovono fra interno, esterno e mare.

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Rossinavi, Heed

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30 Settembre 2026
© Redazione MED Yachting
Rossinavi Heed, 53 metri costruiti intorno al rapporto con il mare
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