Acquistare uno yacht significa confrontare dimensioni, filosofia progettuale, autonomia e destinazione d’uso, ma anche muoversi all’interno di un’offerta che cambia radicalmente passando da un 18 metri a un superyacht di 40 o 50 metri. È proprio questa scelta disponibile all’acquirente il punto di partenza di The Premium and Luxury Yacht Market 2026, lo studio pubblicato da LYRA Yachting Agency nell’agosto 2026.
La ricerca prende in esame 1.025 modelli attuali appartenenti a 193 brand e cantieri, fotografati al 17 agosto 2026. Non è quindi una classifica delle vendite e non misura consegne, produzione o domanda. Ogni modello viene considerato come una possibilità presente nell’offerta analizzata, permettendo di osservare dove il mercato offre più alternative e dove, aumentando le dimensioni, la scelta comincia a restringersi.
La scelta è più ampia tra 15 e 20 metri
Il segmento nel quale l’acquirente incontra il maggior numero di alternative è quello compreso tra 15 e meno di 20 metri: 294 modelli appartenenti a 128 brand. Sommando tutte le imbarcazioni inferiori ai 25 metri si arriva a 620 modelli, pari al 60,5% del campione per il quale è disponibile la lunghezza.
La fotografia cambia progressivamente salendo di dimensione. Tra 25 e 30 metri lo studio conta 114 modelli, tra 30 e 35 metri 71, mentre nella fascia dai 50 metri in su ne rimangono 69. Non significa che gli yacht più piccoli siano necessariamente più richiesti: indica semplicemente che, nell’universo preso in considerazione da LYRA, la possibilità di scelta è molto più ampia nelle dimensioni medio-piccole.
Uno yacht mediano da 21,99 metri e 3,9 milioni di euro
Se si cerca un punto centrale all’interno del campione, lo studio restituisce una lunghezza mediana di 21,99 metri e un prezzo di listino iniziale mediano di 3,90 milioni di euro. Il valore mediano per metro lineare è invece pari a 182.188 euro.
È però proprio osservando le diverse fasce dimensionali che emerge quanto sia poco utile pensare allo yacht come a un bene il cui prezzo aumenta semplicemente in proporzione alla lunghezza. Sotto i 15 metri il prezzo mediano rilevato è di 950.000 euro, mentre tra 20 e 25 metri sale a 4,1 milioni. Tra 40 e 50 metri arriva a 27 milioni e oltre i 50 metri raggiunge 67 milioni.
Anche il prezzo mediano per metro passa da 73.077 euro sotto i 15 metri a oltre 1,12 milioni di euro dai 50 metri in su. Una differenza superiore a quindici volte che racconta quanto, aumentando le dimensioni, cambino anche complessità ingegneristica, infrastrutture, equipaggio e possibilità di personalizzazione. I valori utilizzati da LYRA sono prezzi iniziali pubblicati, non prezzi finali di compravendita, e possono non comprendere optional e imposte.
L’Italia occupa uno spazio importante nell’offerta
Uno dei risultati più evidenti riguarda la provenienza dei modelli considerati. L’Italia è il Paese più rappresentato nel database LYRA, con 503 modelli appartenenti a 74 brand, davanti ai Paesi Bassi con 107 modelli, al Regno Unito con 88, alla Francia con 70 e alla Turchia con 52.
Anche in questo caso il dato richiede la corretta chiave di lettura: non rappresenta il numero di yacht prodotti o venduti e non costituisce una graduatoria qualitativa dei diversi Paesi. Descrive piuttosto la profondità dei portafogli presenti nella selezione.
Tra i singoli brand, Azimut presenta il maggior numero di modelli rappresentati, 28, seguita da Sanlorenzo con 26. ISA Yachts e Princess Yachts ne contano 22 ciascuna. Numeri che contribuiscono a mostrare quanto articolata sia oggi l’offerta disponibile a chi entra nel mercato con esigenze, dimensioni e programmi di navigazione differenti.
Il prezzo d’acquisto è soltanto l’inizio
Uno yacht continua naturalmente a generare costi dopo la consegna, e lo studio dedica una parte significativa proprio alla gestione. È però importante leggere questi numeri per ciò che sono: scenari elaborati da LYRA sulla base di ipotesi definite, non spese realmente rilevate presso gli armatori.
Su 810 yacht compresi tra 15 e 50 metri, il budget mediano modellizzato per il primo anno equivale al 4,96% del prezzo base dello yacht. Considerando cinque anni, il rapporto mediano arriva al 25,70%.
La percentuale varia anche con le dimensioni: nel segmento 15-24 metri il primo anno corrisponde al 5,49% del prezzo base e cinque anni al 28,20%; tra 24 e 40 metri i valori diventano rispettivamente 4,56% e 24,04%; tra 40 e 50 metri scendono al 4,41% e 23,84%. In valore assoluto, naturalmente, uno yacht più grande continua a richiedere un budget decisamente superiore.
L’equipaggio pesa più del carburante
La composizione del primo anno offre un’altra lettura interessante. Nel modello LYRA, l’equipaggio rappresenta il 46,3% del budget complessivo, diventandone la voce principale. Seguono le spese programmate con il 18,6%, l’assicurazione con il 17,1%, il marina con il 10,9%, il carburante con il 6,5% e la registrazione con lo 0,6%.
Il dato sul carburante richiede una precisazione importante: nello scenario viene considerato il costo di un pieno completo, non il consumo annuale dello yacht. È quindi un parametro utile per costruire un modello comparabile, ma non rappresenta ciò che un armatore spenderà realmente in carburante durante una stagione.
Charter, un contributo alla gestione e non un ritorno garantito
Il report prova anche a osservare cosa accade quando parte della stagione viene destinata al charter. Nello scenario modellizzato, LYRA considera quattro settimane per gli yacht tra 15 e 24 metri, cinque-sei settimane per i superyacht tra 24 e 40 metri e sette settimane per quelli tra 40 e 50 metri.
Il contributo teorico può compensare una parte significativa del budget annuale di gestione previsto dal modello, ma il significato del dato va mantenuto entro limiti precisi. Non rappresenta un rendimento garantito, una previsione di utilizzo o il recupero del prezzo di acquisto dello yacht. È piuttosto un esercizio che mostra come un programma charter possa modificare l’equilibrio economico annuale della proprietà in determinate condizioni.
Dal primo yacht alla voglia di esplorare
Forse la parte più vicina all’esperienza reale di chi sceglie una barca è quella nella quale LYRA prova a superare metri e prezzi per interrogarsi sull’utilizzo. Il database viene così letto attraverso categorie editoriali come First yacht, Travel, Expedition, Floating home ed Explorer.
Sono criteri di catalogazione, non certificazioni tecniche, ma raccontano bene quanto possa essere diversa la domanda che precede un acquisto. Il report individua 362 modelli nel criterio First yacht, con una lunghezza mediana di 16,11 metri e un prezzo mediano di 1,4 milioni di euro. La categoria Travel comprende 737 modelli, mentre quella Expedition ne raccoglie 111 e sale a una lunghezza mediana superiore ai 50 metri.
La differenza è sostanziale: per qualcuno lo yacht è il primo ingresso nella proprietà, per altri diventa il modo di trascorrere una stagione muovendosi tra coste e isole, per altri ancora è una piattaforma pensata per affrontare itinerari molto più lontani.
Leggere il mercato partendo dalla scelta
Il valore più interessante dello studio LYRA non sta quindi nell’indicare quale yacht comprare o quale Paese costruisca meglio. Sta nel mettere fianco a fianco un’offerta estremamente frammentata e osservarne le proporzioni.
Il risultato mostra un mercato nel quale dimensione, prezzo e complessità non crescono in modo lineare. Fino ai 25 metri la scelta è particolarmente ampia; oltre quella soglia le alternative diminuiscono mentre aumentano rapidamente prezzo, infrastruttura e impegno gestionale.
Per chi sogna il proprio primo yacht e per chi sta pensando a un progetto di dimensioni decisamente maggiori, la domanda può quindi partire prima ancora dal nome di un cantiere: non soltanto quale yacht desidero?, ma soprattutto come voglio vivere il mare?
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LYRA Yachting Agency – Premium and Luxury Yacht Market 2026
LYRA – The Premium and Luxury Yacht Market 2026
03 Settembre 2026
© Redazione MED Yachting
Yacht premium e luxury nel 2026, il mercato visto dalla prospettiva dell’armatore
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