Dieci minuti possono sembrare un intervallo breve, ma prima della partenza di una regata possono contenere una quantità sorprendente di decisioni. Posizionamento, vento, distanza dalla linea, velocità e strategia devono convergere nello stesso momento. È proprio intorno a quei dieci minuti che Albishorn ha costruito il Marinagraph Classic, un cronografo meccanico nel quale la funzione nautica non è un semplice richiamo grafico, ma entra direttamente nel movimento attraverso un countdown retrogrado dedicato alla fase di pre-partenza.
Un orologio contemporaneo con una storia che non è mai esistita
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Albishorn è il concetto di imaginary vintage. Il marchio non riproduce un modello realmente esistito negli anni Cinquanta, ma immagina quale orologio avrebbe potuto nascere in quel periodo, costruendo attorno al prodotto una storia plausibile e dichiaratamente fittizia.
Per il Marinagraph il riferimento scelto è il 1958, anno del ritorno dell’America’s Cup dopo la lunga interruzione successiva alla Seconda guerra mondiale e dell’introduzione degli yacht della classe 12 Metri. Albishorn lega idealmente il proprio cronografo a quella stagione di innovazione e alla statunitense Columbia, progettata da Olin Stephens e condotta da Briggs Cunningham, che difese la Coppa contro la britannica Sceptre. Il produttore precisa però in maniera esplicita che questa narrazione è interamente immaginaria e che l’orologio non è affiliato all’America’s Cup, a Columbia o alle organizzazioni collegate.
Quei dieci minuti raccontano la vera natura del Marinagraph
Sul quadrante, a ore 7, compare la funzione che più chiaramente lega questo orologio alla vela: un countdown retrogrado di 10 minuti. Premendo il monopulsante del cronografo parte contemporaneamente il conteggio e si avvia la lancetta centrale dei secondi. Quando il conto alla rovescia raggiunge lo zero, la lancetta dedicata si arresta, mentre quella cronografica continua la propria corsa. Per riportare il sistema alla posizione iniziale occorre fermare e successivamente azzerare il cronografo.
Non è quindi una complicazione decorativa. Il principio riproduce una necessità reale della vela agonistica, nella quale conoscere con immediatezza quanto manca al segnale di partenza può essere parte della strategia di equipaggio.
A completare il quadrante c’è un piccolo indicatore di marcia a disco, mentre gli indici applicati e le lancette utilizzano Super-LumiNova per conservare leggibilità in condizioni di luce ridotta.
Dal linguaggio delle regate a un quadrante più essenziale
Il Marinagraph Classic del 2026 rappresenta una lettura più contenuta rispetto alle precedenti interpretazioni della famiglia. La grande lunetta bidirezionale utilizza un inserto proprietario in zaffiro nero con dodici riferimenti luminescenti, rinunciando alla più evidente indicazione di marea presente su altre versioni Marinagraph.
Sono previste due interpretazioni principali del quadrante. La prima utilizza un fondo nero soleil con indici argentati e dettagli rossi; la seconda, Marinagraph Classic Fumé, adotta una superficie bianca lucida che sfuma verso tonalità più scure lungo il perimetro, accompagnata da indici neri e accenti blu. Entrambe mantengono il countdown colorato che diventa uno degli elementi visivi caratteristici dell’orologio.
39 millimetri, acciaio e una corona fuori dagli schemi
La cassa in acciaio 316L ha un diametro di 39 mm, misura 47,7 mm da ansa ad ansa e raggiunge 13 mm di spessore includendo il vetro zaffiro bombato. L’impermeabilità dichiarata è di 100 metri. La lunetta arriva invece a 42,7 mm di diametro, contribuendo alla presenza visiva del Marinagraph senza richiedere una cassa particolarmente grande.
La disposizione dei comandi rompe inoltre con quella più comune dei cronografi. La corona si trova a ore 10, mentre a ore 9 è posizionato il monopulsante in alluminio anodizzato rosso che controlla avvio, arresto e azzeramento. Una scelta che Albishorn collega anche alla facilità di utilizzo con il pollice durante le manovre. Sul fondello, l’incisione di uno yacht a vela richiama senza ambiguità l’universo per il quale l’orologio è stato immaginato.
Dentro c’è il calibro che rende possibile la regata
Il cuore tecnico è il calibro automatico proprietario ALB01 A, realizzato in Svizzera a La Chaux-de-Fonds. Ha un diametro di 30 mm e uno spessore di 6,6 mm, lavora a 28.800 alternanze l’ora, utilizza 25 rubini e offre una riserva di carica tipica di 64 ore.
La sua caratteristica centrale resta l’architettura cronografica monopulsante abbinata alla funzione retrograda brevettata di 10 minuti. Hodinkee rileva che il movimento deriva in parte dall’architettura del Valjoux 7750, ma è stato profondamente modificato per integrare il comando singolo, una maggiore autonomia, il countdown da regata e uno spessore ridotto.
È proprio qui che il Marinagraph supera l’estetica nautica. Non basta un quadrante blu, una barca incisa sul fondello o un cinturino adatto all’acqua per creare un orologio legato allo yachting: in questo caso il rapporto con la navigazione passa prima di tutto da una funzione meccanica pensata intorno a un momento preciso della regata.
Dal pontile alla vita quotidiana
Il Marinagraph Classic è impermeabile fino a 100 metri e viene proposto con cinturini in gomma, mentre è disponibile anche il bracciale in acciaio. Per il modello nero Albishorn indica cinturini nero e rosso; per il Classic Fumé bianco e nero. Entrambe le versioni sono limitate a 99 esemplari non numerati. Il prezzo indicato dal produttore è di CHF 3.950 con cinturini in gomma; Hodinkee riporta CHF 4.400 per la configurazione che comprende anche il bracciale in acciaio.
Ma ciò che rende il Marinagraph interessante nel mondo MED Yachting è soprattutto l’idea che lo accompagna. Il mare non viene utilizzato semplicemente come immaginario lifestyle: diventa la ragione di una complicazione, di una disposizione dei comandi e perfino della storia inventata che Albishorn ha scelto di raccontare.
È un orologio del 2026 che prova a rispondere a una domanda immaginaria: come sarebbe stato un cronografo da regata progettato nel 1958 con questa filosofia? La risposta non appartiene alla storia dell’orologeria. Appartiene al presente, ma con lo sguardo rivolto a un’epoca in cui vela, strumenti meccanici e capacità dell’equipaggio erano parti inseparabili della stessa sfida.
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Albishorn Watches, Water Collection
18 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
Albishorn Marinagraph, il tempo prima della partenza
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