Sotto la cabina dell’armatore del Baltic 142 Canova passa un’ala in carbonio lunga nove metri. Non serve a far decollare lo yacht sopra l’acqua e neppure a trasformarlo in una macchina da regata estrema. Il suo compito è molto più interessante per chi pensa alla grande navigazione oceanica: aiutare un sailing yacht di 43,30 metri a navigare più dritto, riducendo sbandamento e movimento sull’onda.
È questa scelta a raccontare meglio la filosofia di Canova, superyacht in carbonio costruito da Baltic Yachts e consegnato nel 2019. Un progetto nel quale prestazioni, autonomia, comfort e tecnologia sono stati sviluppati insieme, pensando a lunghe permanenze in mare e non semplicemente alla ricerca della velocità.
Un foil che lavora senza sollevare lo yacht dall’acqua
Il sistema utilizzato è il Dynamic Stability System, DSS, sviluppato da Infiniti Yachts. A differenza dei foil diventati familiari nelle competizioni veliche più estreme, quello di Canova non ha l’obiettivo di sollevare completamente lo scafo. L’ala scorre trasversalmente attraverso una struttura integrata nella parte inferiore dello yacht e viene estesa sottovento quando serve.
Il movimento dell’acqua sul profilo genera portanza e produce un momento raddrizzante che permette allo yacht di navigare con un angolo di sbandamento inferiore. Secondo Baltic Yachts, durante le prove il DSS ha consentito di ridurre lo sbandamento fino al 34% e il beccheggio fino al 40%. In navigazione di bolina, il cantiere indica valori intorno ai 15-16 gradi con foil attivo, contro circa 22 gradi senza il suo utilizzo.
Il risultato si sente soprattutto a bordo
Su una barca da regata qualche grado in meno di inclinazione può significare soprattutto prestazione. Su uno yacht lungo oltre 43 metri cambia invece anche la vita quotidiana.
Camminare sul ponte, utilizzare gli spazi interni, cucinare, riposare o semplicemente trascorrere molte ore in navigazione diventa più confortevole quando il pavimento non rimane costantemente inclinato. Ed è proprio qui che l’applicazione del foil assume un significato diverso rispetto a quello normalmente associato alle competizioni.
Durante i primi trasferimenti di Canova, Baltic Yachts ha rilevato una sensibile diminuzione dei movimenti dello yacht anche con vento forte e mare formato. Nel Golfo di Biscaglia il superyacht ha inoltre navigato a circa 24 nodi mantenendo un assetto molto più stabile grazie al DSS.
Quarantatré metri costruiti attorno alla leggerezza
Canova nasce dalla collaborazione tra Farr Yacht Design, responsabile dell’architettura navale, Baltic Yachts e Lucio Micheletti, che ha curato il design degli esterni e degli interni.
Lo scafo è realizzato in composito di carbonio e il dislocamento dichiarato è di 146,5 tonnellate. Con 43,30 metri di lunghezza fuori tutto, 41,60 metri al galleggiamento e ben 9 metri di baglio, mantenere sotto controllo il peso è stato parte integrante dell’intero progetto.
Anche l’integrazione del DSS ha richiesto un lavoro strutturale particolarmente complesso. L’ala attraversa infatti lo yacht proprio sotto gli ambienti dell’armatore e, quando viene utilizzata, può generare carichi molto elevati. La progettazione del sistema ha coinvolto, oltre a Baltic e Farr Yacht Design, specialisti dei compositi e dell’ingegneria come Gurit, BAR Technologies e Isotop.
Prestazioni senza trasformare Canova in una barca da regata
Il paradosso interessante di Canova è che molte delle sue tecnologie derivano dal mondo della vela ad alte prestazioni, ma vengono utilizzate per rendere più semplice una crociera oceanica.
L’albero in carbonio, l’importante superficie velica e il DSS permettono allo yacht di mantenere velocità elevate anche durante lunghe navigazioni. Secondo le esperienze riportate dopo la consegna, Canova ha raggiunto velocità nell’ordine dei 24-25 nodi durante trasferimenti in mare aperto.
Il foil aggiunge quindi prestazioni, ma il suo contributo forse più interessante resta nella stabilità. È un cambio di prospettiva: utilizzare una tecnologia nata nel mondo della velocità per far stancare meno chi naviga.
L’energia prodotta mentre si naviga a vela
Sotto coperta l’innovazione continua con un sistema di propulsione diesel-elettrico e con la possibilità di recuperare energia durante la navigazione a vela.
Canova utilizza un motore elettrico da 420 kW e batterie agli ioni di litio. Quando lo yacht procede a vela, l’elica può funzionare come idrogeneratore e contribuire alla ricarica delle batterie. Baltic Yachts indica una capacità di generazione che può arrivare a circa 35 kW e sottolinea come il sistema consenta lunghi periodi di funzionamento silenzioso con una minore dipendenza dai generatori diesel.
È un’impostazione particolarmente coerente con uno yacht pensato per attraversare oceani e trascorrere lunghi periodi lontano dalle infrastrutture di terra. Non significa eliminare completamente l’utilizzo dei combustibili fossili, ma ridurne la necessità sfruttando una risorsa già disponibile durante la navigazione: il movimento dello yacht attraverso l’acqua.
Gli interni seguono la stessa ricerca di equilibrio
La tecnologia non ha cancellato la dimensione abitativa. Canova dispone di una suite armatoriale, tre cabine per gli ospiti e quattro cabine dedicate all’equipaggio. Il grande deck saloon e il pozzetto protetto da un lungo hard bimini creano una continuità tra interno ed esterno particolarmente adatta alle lunghe navigazioni.
Anche negli arredi il peso è stato considerato con grande attenzione, ricorrendo a strutture leggere e materiali compositi. È una filosofia che attraversa l’intera barca: risparmiare peso dove possibile per utilizzare meglio quello indispensabile, senza trasformare gli ambienti in spazi austeri o puramente funzionali.
Il risultato è uno yacht nel quale l’ingegneria rimane spesso invisibile. Ed è forse proprio questa una delle caratteristiche più riuscite del progetto.
Canova propone un’altra idea di superyacht a vela
A sette anni dal varo, il Baltic 142 rimane un progetto tecnicamente inconsueto. Nel 2020 Canova è stato anche premiato come Sailing Yacht of the Year ai World Superyacht Awards, dove furono evidenziati proprio il sistema diesel-elettrico, l’idrogenerazione e il DSS.
Oggi il superyacht è proposto sul mercato dell’usato a 29,8 milioni di euro, secondo quanto riportato nell’agosto 2026. Ma, al di là della sua quotazione, Canova conserva un interesse particolare perché mostra una possibile evoluzione della grande vela da crociera.
Il foil, in questo caso, non serve a creare spettacolo. Lavora quasi nascosto sotto la superficie dell’acqua, riducendo inclinazione e movimenti mentre 43 metri di yacht continuano a navigare a vela.
Ed è probabilmente proprio questa discrezione tecnologica a rendere Canova ancora oggi così interessante.
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Baltic Yachts, Baltic 142 Canova
12 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
Baltic 142 Canova, quando il foil serve al comfort
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