Lo Sherpa 60 di Arcadia Yachts misura 18,67 metri, ma basta osservare la distribuzione dei suoi spazi per capire che la lunghezza racconta soltanto una parte della storia. Il progetto rinuncia infatti a utilizzare ogni metro disponibile per moltiplicare ambienti chiusi e sovrastrutture, scegliendo invece di dedicare una parte importante della barca alla vita all’aperto. Il risultato è un motor yacht nel quale poppa, mare e convivialità diventano elementi centrali dell’esperienza a bordo.
Una terrazza di oltre 50 metri quadrati
La zona che definisce maggiormente lo Sherpa 60 è l’aft deck, una superficie di oltre 50 metri quadrati che Arcadia ha progettato come uno spazio ampio e personalizzabile. Più che una tradizionale zona di passaggio verso il salone, diventa una vera terrazza sul mare, capace di cambiare configurazione secondo il modo in cui l’armatore desidera utilizzare la barca.
È una soluzione particolarmente interessante nel Mediterraneo, dove una parte considerevole della giornata a bordo viene trascorsa all’esterno, tra soste in rada, bagni, pranzi e momenti conviviali. La disponibilità di una superficie così importante su uno yacht di queste dimensioni permette di vivere la poppa quasi come un ambiente autonomo, senza separarla dal paesaggio circostante.
Lo spazio non si vede soltanto, si utilizza
La filosofia dello Sherpa 60 continua anche sotto il ponte principale. Arcadia dichiara un volume di stivaggio di circa 23.000 litri, una capacità significativa per un’imbarcazione lunga poco meno di 19 metri.
È uno di quei dati che può sembrare secondario osservando semplicemente le linee dello yacht, ma che acquista valore nell’utilizzo reale. Tender, attrezzature e water toy richiedono spazio, soprattutto quando la barca viene utilizzata per periodi più lunghi o come base per vivere giornate intere in rada. Separare buona parte di queste dotazioni dalle aree dedicate agli ospiti contribuisce inoltre a mantenere più ordinati e liberi gli ambienti principali.
Interni che possono cambiare con l’armatore
Sul lower deck la flessibilità torna a essere protagonista. Arcadia prevede differenti configurazioni, compresa la possibilità di scegliere tra una suite più ampia oppure una distribuzione con due cabine.
Non esiste quindi necessariamente un unico modo di interpretare lo Sherpa 60. Una coppia che utilizza frequentemente la barca può privilegiare ambienti più generosi, mentre chi naviga abitualmente con famiglia o amici può scegliere una configurazione che aumenti la disponibilità di cabine. È una logica coerente con un progetto che mette l’utilizzo della barca prima della rigidità dello schema distributivo.
Una carena pensata per equilibrio ed efficienza
Lo scafo è semiplanante e la propulsione è affidata a due Volvo Penta IPS. La configurazione standard utilizza due IPS 600 da 440 hp, mentre sono disponibili le alternative IPS 700 da 550 hp e IPS 800 da 600 hp.
Secondo i dati del cantiere, le tre configurazioni consentono velocità massime indicative rispettivamente di circa 19,5, 21 e 22 nodi, con velocità di crociera nell’ordine di 16, 17 e 18 nodi. Arcadia precisa che le prestazioni sono stimate con carena pulita, un terzo del carico dei liquidi, temperatura dell’aria di 25 °C, buone condizioni meteorologiche e sei persone a bordo.
Più che inseguire velocità estreme, il progetto sembra quindi concentrarsi su un equilibrio tra prestazioni, comfort ed efficienza, coerente con la natura di uno yacht destinato soprattutto a essere vissuto.
Il sole diventa parte del sistema di bordo
La presenza dei pannelli solari rappresenta da tempo uno degli elementi riconoscibili della filosofia progettuale di Arcadia Yachts. Sullo Sherpa 60 il dato tecnico aggiornato dal cantiere indica una produzione di energia di circa 3,4 kW.
Il principio non è quello di sostituire completamente i sistemi tradizionali di produzione dell’energia, ma di integrare una fonte supplementare capace di contribuire alla gestione dei servizi di bordo. È una scelta particolarmente coerente con una barca pensata per trascorrere molto tempo all’aperto e in rada.
18,67 metri costruiti intorno alla vita a bordo
Con un baglio massimo di 5,58 metri, un pescaggio di 1,32 metri e un dislocamento a pieno carico dichiarato di 33 tonnellate nella configurazione standard, lo Sherpa 60 propone proporzioni che aiutano a comprendere la sensazione di spazio che caratterizza il progetto. La capacità carburante è di 3.400 litri, mentre quella dell’acqua dolce raggiunge 730 litri.
Ma il dato forse più interessante non si trova in una tabella tecnica. È il modo in cui Arcadia ha utilizzato queste dimensioni. Lo Sherpa 60 non prova a sembrare semplicemente uno yacht più grande, ma utilizza i suoi volumi per privilegiare ciò che accade durante la giornata: stare all’aperto, muoversi liberamente, ospitare amici, avvicinarsi al mare e trascorrere più tempo in rada.
Una filosofia che trova nel Mediterraneo un contesto particolarmente naturale, dove spesso il valore di uno yacht non è determinato soltanto da quanto velocemente raggiunge una destinazione, ma soprattutto da come permette di viverla una volta arrivati.
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Arcadia Yachts, Sherpa 60
17 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
Sherpa 60, quando lo spazio cambia prospettiva
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