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Con il nuovo Fly 70, Azimut Yachts aggiorna uno dei segmenti più rappresentativi della propria gamma. Presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2026, il modello misura 21,47 metri e combina il design esterno di Alberto Mancini con gli interni firmati da Fabio Fantolino, lavorando soprattutto sulla relazione fra spazi aperti, vita familiare e contatto con il mare.
Un nuovo Fly da 21,47 metri
Il Fly 70 ha una lunghezza fuori tutto di 21,47 metri, un baglio massimo di 5,46 metri e un’immersione a pieno carico di 1,56 metri. Il dislocamento dichiarato è di 44,85 tonnellate.
La costruzione utilizza vetroresina e fibra di carbonio. Il progetto della carena è di P.L. Ausonio Naval Architecture insieme al reparto R&D di Azimut e adotta una geometria planante con deadrise di 16 gradi a poppa e 17 gradi a centro carena.
La configurazione prevede quattro cabine per otto ospiti, oltre a una cabina equipaggio con due posti letto.
Due modi di interpretare il pozzetto
Uno degli elementi più caratterizzanti è il pozzetto allungato, proposto in due configurazioni differenti.
La versione Terrace Cockpit, scelta per la presentazione a Cannes, organizza lo spazio intorno a un tavolo da pranzo per otto persone orientato verso poppa. Un parapetto trasparente mantiene aperta la visuale sul mare, mentre sotto il ponte sono ricavati vani destinati allo stivaggio dei water toys.
La configurazione Beach Cockpit modifica invece la relazione con l’acqua. Un sistema sincronizzato apre lo specchio di poppa e abbassa le sedute, trasformando la parte terminale del pozzetto in un solarium vicino alla superficie del mare.
Il flybridge diviso in tre aree
Sul ponte superiore Azimut ha organizzato il flybridge in tre zone funzionali. A prua si trovano la timoneria e un prendisole, nella parte centrale una dinette a C con mobile bar, mentre la sezione poppiera rimane libera da elementi strutturali fissi e può essere arredata con elementi freestanding.
L’area è protetta da un hard top in vetroresina, caratterizzato da montanti verticali e da una copertura che si sviluppa intorno al rollbar.
Questa distribuzione permette di utilizzare il flybridge sia durante la navigazione sia come spazio conviviale, senza concentrare tutte le funzioni intorno alla postazione di governo.
Gli interni di Fabio Fantolino
Il main deck separa zona conversazione e sala da pranzo mantenendo una continuità visiva lungo l’intero ponte. Due divani contrapposti organizzano il living, mentre materiali e arredi introducono un linguaggio più vicino al design residenziale contemporaneo.
Tra gli elementi indicati dal cantiere compaiono pelle scamosciata, moquette cc-Tapis, marmo Green River e marmo Taj Mahal. Le sedute della zona pranzo sono disegnate da Patricia Urquiola per Andreu World.
Un brise-soleil realizzato con lamelle in legno e bronzo spazzolato permette di separare parzialmente la cucina senza trasformarla in un ambiente completamente chiuso.
Quattro cabine sul ponte inferiore
La zona notte è organizzata sul ponte inferiore con quattro cabine. La suite armatoriale si trova a centro barca e utilizza il marmo Bronze Amani insieme a superfici specchiate e linee diagonali.
Azimut ha inoltre collocato i serbatoi del carburante fra la suite e la sala macchine, utilizzando la loro posizione anche come elemento di separazione acustica fra gli ambienti abitativi e la zona tecnica.
La capacità dichiarata dei serbatoi è di 3.900 litri per il carburante e 1.000 litri per l’acqua dolce.
Carbon Tech e riduzione del peso
La sovrastruttura fa ampio uso di fibra di carbonio attraverso il programma Carbon Tech di Azimut. Secondo il cantiere, questa soluzione permette di ridurre il peso delle sovrastrutture fino al 30%, contribuendo a contenere il baricentro e lasciando maggiore libertà nella distribuzione dei volumi.
Azimut classifica inoltre il Fly 70 come Low Emission Yacht, categoria interna con la quale identifica modelli che, secondo i propri parametri comparativi, consentono almeno il 20% di riduzione del consumo di carburante rispetto a imbarcazioni di peso e dimensioni analoghe con carena tradizionale a spigolo e propulsione ad asse.
La nuova Silent Technology debutta sul Fly 70
Sul Fly 70 debutta anche una soluzione sviluppata nell’ambito del programma Azimut Silent Technology.
Il sistema interviene sulle emissioni del generatore attraverso l’impiego combinato di silenziatore, elementi ceramici e catalizzatore per gli ossidi di azoto. Secondo i dati diffusi da Azimut, permette di ridurre il particolato del 95% e la pressione sonora della metà, con una diminuzione della rumorosità superiore a 5 dBA.
Si tratta di una tecnologia pensata soprattutto per le soste in rada, dove il generatore può rappresentare una delle principali fonti di rumore e di emissioni locali quando lo yacht non utilizza l’alimentazione da terra.
31 nodi con propulsione Volvo Penta IPS
La propulsione è affidata a due Volvo Penta IPS 1350 da 1.000 hp ciascuno. Secondo i dati dichiarati dal costruttore, il Fly 70 può raggiungere una velocità massima fino a 31 nodi e una velocità di crociera fino a 25 nodi nelle condizioni di prova previste.
Il Fly 70 interpreta così l’evoluzione della gamma Azimut non attraverso un unico elemento, ma combinando nuovi spazi a poppa, una maggiore flessibilità del flybridge, attenzione all’insonorizzazione e alleggerimento strutturale. Un insieme di soluzioni che cerca di mantenere prestazioni e abitabilità all’interno di uno yacht di poco superiore ai 21 metri.
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Azimut Fly 70
© Redazione MED Yachting
Azimut Fly 70, il flybridge di 21 metri tra spazio e tecnologia
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