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Oceanco porta Draak al FLIBS 2026 dopo il rebuild

Draak arriva al FLIBS con centro immersioni, camera di decompressione, nuovi tender e spazi ripensati per missioni scientifiche

Oceanco porta Draak al FLIBS 2026 dopo il rebuild

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Oceanco presenta Draak al FLIBS 2026 dopo il rebuild che l’ha trasformata in piattaforma per ricerca, immersioni ed esplorazione

Dopo il debutto al Monaco Yacht Show, Draak sarà presentata da Oceanco al Fort Lauderdale International Boat Show 2026, in programma dal 28 ottobre al 1 novembre. Il superyacht di 92,9 metri arriva in Florida dopo un rebuild che ne ha modificato profondamente funzione e configurazione, trasformandolo in companion yacht per attività di ricerca scientifica, esplorazione marina e immersioni.

Da superyacht a piattaforma operativa

Consegnata originariamente nel 2014 e conosciuta in precedenza come Equanimity e Tranquility, Draak è tornata presso le strutture Oceanco di Zwijndrecht per un intervento di ricostruzione esteso.

L’obiettivo non era aggiornare semplicemente interni e sistemi, ma adattare una piattaforma esistente a un impiego completamente diverso. Draak opera oggi all’interno della flotta Inkfish insieme a Leviathan, con le due unità sviluppate per lavorare in modo coordinato durante missioni di esplorazione e ricerca.

Un centro immersioni al posto del beach club

Uno degli interventi più significativi ha riguardato il precedente beach club e la spa, trasformati in un centro immersioni completo.

Lo spazio comprende attrezzature dedicate, una sala per trattamenti medici e la prima camera di decompressione installata a bordo di uno yacht Oceanco. Il sistema può accogliere sei persone ed è stato sviluppato con Hytech-Pommec per supportare procedure di decompressione sia con ossigeno sia con Heliox.

Una camera iperbarica costruita intorno allo yacht

L’integrazione della camera di decompressione ha richiesto una soluzione ingegneristica particolare. Oceanco ha scelto di non creare nuove aperture nella struttura dello yacht.

La camera è stata quindi progettata in funzione delle dimensioni dei passaggi già esistenti. Altezza, finestre, tubazioni e componenti sono stati ridisegnati per consentire il trasferimento fino al centro immersioni.

Per movimentarla a bordo è stato sviluppato anche un sistema su rotaie dedicato, con margini di passaggio ridotti a pochi millimetri.

Gli interni cambiano insieme alla funzione

Il rebuild non ha interessato soltanto gli spazi tecnici. Vedder ha aggiornato gli interni per adattarli al nuovo utilizzo e favorire una maggiore interazione fra equipaggio e ospiti.

Il precedente main saloon è diventato una sala da pranzo condivisa, mentre il salone dell’upper deck è stato trasformato in Chef’s Lab, pensato per incontri più raccolti, sviluppo dei menu e formazione culinaria.

La configurazione degli alloggi comprende ora una cabina armatoriale e otto cabine ospiti.

Tender, gru e operazioni scientifiche

Anche la zona di poppa è stata profondamente modificata. La rimozione dell’helideck sull’upper deck ha creato lo spazio necessario per una nuova area dedicata alle operazioni con tender e mezzi di supporto.

A bordo trovano posto la dive boat Scylla, il RIB Minotaur, un Nautique Paragon e due rescue tender Ribeye SOLAS.

Per la movimentazione sono stati installati sistemi di sollevamento specifici, fra cui una gru Van Driel da 12,6 tonnellate con uno sbraccio di 11 metri e un sistema C-davit composto da due unità da 6,7 tonnellate.

Un rebuild costruito sulla piattaforma originale

La trasformazione ha coinvolto i team Life Cycle Support e Design di Oceanco, i Co-makers, i rappresentanti dell’armatore YTMC, Y.CO e Inkfish e gli equipaggi di Draak e Leviathan.

Uno degli elementi centrali del progetto è stato l’accesso ai dati originali di progettazione e ingegneria dello yacht. Questo ha permesso di integrare modifiche strutturali, nuovi sistemi e funzioni specialistiche lavorando su una piattaforma già conosciuta nel dettaglio dal cantiere.

92,9 metri ripensati per esplorazione e ricerca

Draak misura oggi 92,9 metri di lunghezza, con un baglio di 14,5 metri e una stazza lorda di 2.894 GT secondo le caratteristiche riportate nel comunicato FLIBS.

Il design esterno è di Oceanco, l’interior outfitting del rebuild è di Vedder e l’architettura navale è firmata da Oceanco insieme ad Azure Yacht Design & Naval Architecture.

La sua presenza al FLIBS mette quindi in evidenza soprattutto un aspetto del settore dei grandi yacht: la possibilità di utilizzare un rebuild per cambiare radicalmente la missione di una piattaforma esistente, trasformandola da yacht prevalentemente dedicato all’ospitalità a strumento operativo per ricerca, immersioni ed esplorazione.

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www.oceancoyacht.com

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© Redazione MED Yachting
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