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MAVA, 70 metri disegnati intorno al mare

Un arco attraversa la sovrastruttura e collega visivamente i ponti di MAVA, il nuovo concept di 70 metri firmato Abbasli Design

MAVA, 70 metri disegnati intorno al mare

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Abbasli Design presenta MAVA, concept di superyacht di 70 metri che unisce architettura scultorea, grandi superfici vetrate e un beach club sviluppato su più livelli

MAVA misura 70 metri, ma il primo obiettivo del progetto non sembra essere quello di mostrare le proprie dimensioni. Abbasli Design ha lavorato piuttosto sulla percezione della massa, cercando di dare al superyacht una presenza riconoscibile senza appesantirne il profilo.

Il risultato è un concept costruito intorno a un gesto architettonico preciso: un grande arco percorre la sovrastruttura, attraversa visivamente i diversi ponti e diventa l’elemento che tiene insieme l’intero disegno.

Intorno a questa linea si sviluppano superfici bianche, ampie fasce vetrate scure e volumi relativamente puliti. È un contrasto semplice, ma sufficiente a dare a MAVA una propria identità senza affidarsi a un eccesso di elementi decorativi.

Un arco che diventa architettura

L’elemento più immediatamente riconoscibile del progetto è proprio la grande curva che attraversa la sovrastruttura.

Non funziona soltanto come segno estetico. L’arco mette in relazione visiva i ponti e riduce la sensazione di sovrapposizione tipica di molti yacht di queste dimensioni, cercando di far leggere il profilo come una composizione unica.

Il contrasto tra il bianco delle superfici e le grandi vetrate scure rafforza questa continuità. Le finestre non appaiono come aperture isolate, ma come parti dell’architettura generale dello yacht.

Con 70 metri di lunghezza e 11,3 metri di baglio, MAVA possiede proporzioni importanti. La scelta di Abbasli Design è quindi quella di controllarle attraverso linee continue e una sovrastruttura che cerca di apparire più leggera di quanto le dimensioni potrebbero suggerire.

A poppa lo yacht cambia carattere

È però nella zona di poppa che il progetto diventa meno formale.

Qui MAVA si apre progressivamente verso il mare attraverso un beach club multilivello concepito come uno degli ambienti principali della vita a bordo.

La differenza rispetto a un beach club tradizionale è soprattutto nella sua estensione verticale. Non esiste soltanto una piattaforma a livello dell’acqua, ma una sequenza di aree collegate tra loro che accompagna gli ospiti dai ponti superiori fino al mare.

Lo spazio integra accesso diretto all’acqua e funzioni dedicate al benessere, tra cui sauna, sala massaggi e palestra.

In questo modo il beach club non viene trattato come un’appendice dello yacht utilizzata soltanto per fare il bagno, ma come un vero ambiente da vivere durante buona parte della giornata.

Piscine e terrazze distribuite sui ponti

La relazione con l’esterno continua anche nei livelli superiori.

MAVA dispone di differenti lounge all’aperto, zone prendisole e piscine distribuite sui ponti. L’obiettivo non sembra essere quello di concentrare la vita degli ospiti in una sola grande area, ma di creare ambienti con atmosfere diverse mantenendo comunque una connessione visiva tra loro.

È un’impostazione particolarmente interessante su uno yacht di queste dimensioni.

Disporre di molto spazio non significa necessariamente creare ambienti sempre più grandi. Può significare, al contrario, offrire la possibilità di scegliere tra luoghi più sociali e aree maggiormente riservate, modificando il modo di vivere lo yacht durante la giornata.

Gli interni continuano le forme esterne

Il linguaggio introdotto dalla sovrastruttura prosegue negli interni, anch’essi sviluppati da Abbasli Design.

Le geometrie diventano più morbide, con arredi curvi, soffitti dalle linee fluide e una palette di materiali volutamente discreta.

Un ruolo importante è affidato alla luce naturale. Le grandi superfici vetrate a tutta altezza cercano di mantenere il paesaggio visibile anche dall’interno e di evitare una separazione netta tra ambienti chiusi e spazi esterni.

Il risultato, almeno nelle immagini di progetto, è un interno che non tenta di competere con l’architettura esterna, ma ne riprende le forme e le rende più domestiche.

Il wellness scende fino al livello del mare

Sauna, palestra e sala massaggi collocate nell’area di poppa raccontano anche un cambiamento più ampio nel modo di progettare i grandi yacht.

Il wellness non viene più considerato necessariamente come una funzione da confinare all’interno. Sempre più spesso viene collocato vicino all’acqua, alla luce naturale e agli spazi aperti.

Nel caso di MAVA questa scelta assume un valore particolarmente evidente perché il beach club diventa il punto nel quale architettura, benessere e accesso al mare finiscono per sovrapporsi.

Si può passare dall’allenamento o dalla sauna direttamente verso l’esterno, modificando completamente la percezione di ambienti che, su yacht di generazioni precedenti, sarebbero probabilmente rimasti più chiusi e separati.

1.200 GT senza rinunciare alla leggerezza visiva

Le informazioni diffuse in occasione della presentazione indicano per MAVA un volume interno di circa 1.200 GT.

È un dato importante perché permette di comprendere meglio la sfida del progetto: offrire gli spazi attesi da un superyacht di 70 metri mantenendo allo stesso tempo un profilo visivamente controllato.

È proprio questo equilibrio a rappresentare uno degli aspetti più riusciti del concept.

MAVA non cerca di nascondere le proprie dimensioni, ma nemmeno di utilizzarle come principale elemento espressivo. Il grande arco, le superfici vetrate e la progressiva apertura della poppa verso l’acqua servono piuttosto a dare ordine alla massa.

Un concept in cerca del proprio cantiere

MAVA rimane per il momento un concept e Abbasli Design indica ancora il cantiere come TBD, quindi da definire.

Questo permette di leggere il progetto per ciò che è oggi: non la promessa di uno yacht già in costruzione, ma una proposta destinata a mostrare una possibile direzione progettuale.

Una direzione nella quale il superyacht non viene pensato soltanto come successione di grandi saloni e ponti sovrapposti, ma come architettura capace di accompagnare progressivamente chi è a bordo verso l’acqua.

Forse è proprio questo l’elemento che meglio sintetizza MAVA.

I suoi 70 metri servono a creare spazio, ma il progetto cerca continuamente di riportare quello spazio verso il mare.

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Abbasli Design, MAVA

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© Redazione MED Yachting
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