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Nathan Outteridge torna a Napoli, da qui passa la difesa dell’America’s Cup

Emirates Team New Zealand prepara a Nisida la Preliminary Regatta di Napoli. Nathan Outteridge racconta lavoro, avversari e il suo rapporto con la città

Nathan Outteridge torna a Napoli, da qui passa la difesa dell’America’s Cup

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Nathan Outteridge ritrova Napoli quattordici anni dopo le World Series del 2012, questa volta da skipper di Emirates Team New Zealand verso l’America’s Cup 2027

Per Nathan Outteridge, Napoli non è una città completamente nuova. Il suo primo incontro con l’America’s Cup proprio qui risale al 2012, quando le World Series portarono nel Golfo una generazione diversa di barche, team e protagonisti.

Quattordici anni dopo l’australiano è tornato nelle stesse acque con un ruolo molto diverso: è lo skipper di Emirates Team New Zealand, il Defender che nel 2027 dovrà difendere l’America’s Cup conquistata dai neozelandesi.

E questa volta Napoli non rappresenta soltanto una tappa del circuito. È il luogo dove verrà disputata la prossima America’s Cup.

Napoli, quattordici anni dopo

Outteridge ricorda bene quel primo incontro con la città. Era il 2012 e Napoli ospitava le America’s Cup World Series. Oggi ritrova un campo di regata che descrive con entusiasmo, anche per una caratteristica difficile da separare dalla competizione: navigando nel Golfo, la città rimane costantemente parte dello scenario.

Il rapporto tra Napoli e la Coppa entrerà in una nuova fase dal 24 al 27 settembre 2026, quando il Golfo ospiterà la seconda Preliminary Regatta del ciclo della 38ª America’s Cup. Sarà anche la prima occasione per gareggiare ufficialmente nelle acque che nel 2027 ospiteranno la Louis Vuitton Cup e l’America’s Cup Match.

Per i team, quindi, non sarà soltanto una regata preliminare. Ogni giornata può diventare un’occasione per conoscere vento, onda, geometria del campo e caratteristiche di un luogo nel quale, pochi mesi più tardi, verrà assegnato il trofeo.

Da timoniere a skipper del Defender

Sei volte campione del mondo e oro olimpico a Londra 2012, Outteridge affronta questo ciclo con una responsabilità particolare.

Nell’ultima America’s Cup era stato uno dei timonieri di Emirates Team New Zealand. Ora assume il ruolo di skipper del team senior, affiancato al timone da Seb Menzies, con Andy Maloney e Iain Jensen al trim nella Preliminary Regatta di Napoli.

Per Outteridge guidare la squadra significa soprattutto entrare ancora più profondamente in una cultura che dice di apprezzare per la dedizione al lavoro e per il modo in cui il gruppo affronta ogni dettaglio.

Difendere l’America’s Cup significa infatti trovarsi in una posizione particolare: essere il riferimento che tutti vogliono battere e, contemporaneamente, sapere che quanto fatto nell’edizione precedente non garantisce nulla per quella successiva.

Molto più tempo in riunione che sull’acqua

L’immagine dell’America’s Cup è inevitabilmente legata agli AC75 lanciati sui foil, alle velocità e alle manovre al limite. Ma Outteridge racconta una quotidianità differente.

Una parte consistente del lavoro si svolge lontano dall’acqua. Riunioni, analisi, confronto dei dati e discussioni su ciò che può essere migliorato occupano, secondo lo skipper, persino più tempo della navigazione stessa.

È un dettaglio che aiuta a comprendere quanto la Coppa moderna sia diventata un esercizio collettivo nel quale la prestazione dipende dall’integrazione tra velisti, progettisti, ingegneri e analisti.

Emirates Team New Zealand conosce già il Golfo: dopo la prima Preliminary Regatta disputata a Cagliari in maggio, la squadra ha completato anche un intenso periodo di allenamento a Napoli durante luglio, raccogliendo ore di navigazione e dati sul futuro campo dell’America’s Cup.

Gli AC40 riportano tutti sullo stesso piano

A Napoli la sfida non sarà ancora quella definitiva degli AC75. La Preliminary Regatta viene disputata con gli AC40 foiling identici, utilizzati per mettere maggiormente in evidenza lavoro dell’equipaggio, esecuzione delle manovre e strategia.

Il programma prevede regate di flotta e una finale match race tra i due migliori equipaggi. Per Emirates Team New Zealand sarà anche un’altra occasione per affinare le combinazioni a bordo prima della campagna 2027.

Nel Golfo saranno presenti sei team e complessivamente nove AC40. Emirates Team New Zealand, GB1 e Luna Rossa porteranno infatti anche un secondo equipaggio Women & Youth, mentre saranno presenti anche Tudor Team Alinghi, La Roche-Posay Racing Team e American Racing Challenger Team USA.

Nessun avversario può essere ignorato

Outteridge conosce inevitabilmente il peso della sfida con Luna Rossa. L’ultima America’s Cup si è conclusa ancora una volta con il confronto tra il Defender neozelandese e il team italiano, e la prima Preliminary Regatta di questo nuovo ciclo, disputata a Cagliari, ha visto Luna Rossa imporsi proprio su Emirates Team New Zealand nella finale match race.

Ma lo skipper neozelandese evita di ridurre il prossimo confronto a un duello già scritto.

Il lavoro svolto dagli altri team negli ultimi mesi e l’utilizzo di AC40 identici rendono la regata napoletana un banco di prova nel quale ogni equipaggio può fornire indicazioni importanti sul proprio livello di preparazione.

La vera America’s Cup è ancora davanti, e proprio per questo nessuno può permettersi di considerare le gerarchie già definite.

Nisida, tra preparazione e vita napoletana

I team partecipanti alla regata preliminare sono ospitati presso il Comando Logistico della Marina Militare di Nisida, mentre proseguono i lavori nell’area di Bagnoli destinata al grande appuntamento del 2027.

È qui che Emirates Team New Zealand sta preparando la regata, alternando lavoro tecnico, allenamenti e riunioni.

Ma persino nella routine estremamente metodica dell’America’s Cup rimane spazio per qualcosa di decisamente napoletano.

Outteridge racconta che moglie e figli lo hanno accompagnato durante il soggiorno e che la pizza è diventata rapidamente un appuntamento quasi quotidiano. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che restituisce una dimensione diversa della permanenza dei team in città.

Prima la Preliminary Regatta, poi il 2027

Per Napoli, i giorni dal 24 al 27 settembre saranno molto più di un’anteprima.

La regata permetterà per la prima volta di vedere i team dell’attuale ciclo competere sul campo destinato all’America’s Cup 2027 e offrirà agli equipaggi dati reali su condizioni che potrebbero ritrovare quando il risultato avrà un peso molto diverso.

Per Outteridge il percorso ha anche un significato personale particolare.

Nel 2012 Napoli fu il luogo del suo primo contatto con il mondo dell’America’s Cup. Nel 2026 ci torna come skipper del Defender.

Quattordici anni sono trascorsi, le barche sono cambiate profondamente e la Coppa è entrata nell’era del foiling. Ma davanti alla città, sullo stesso Golfo, ricomincia ancora una volta il confronto tra alcuni dei migliori velisti del mondo.

E questa volta Napoli non è soltanto una tappa lungo il percorso.

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