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America’s Cup, Pietro Sibello scopre Napoli dal mare

Dal 24 al 27 settembre l’America’s Cup torna in regata a Napoli. Pietro Sibello racconta il mare, la città e la nuova sfida con Tudor Team Alinghi

America’s Cup, Pietro Sibello scopre Napoli dal mare

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Pietro Sibello racconta le prime sensazioni nel Golfo di Napoli alla vigilia della Preliminary Regatta dell’America’s Cup, tra AC40, tecnologia e fascino della città.

Pietro Sibello conosce l’America’s Cup da vicino. L’ha vissuta con Luna Rossa, contribuendo alla vittoria della Prada Cup nel 2021, e oggi la affronta da una prospettiva differente, come trimmer di Tudor Team Alinghi. Ma questa volta c’è qualcosa che rende l’esperienza particolare anche per un velista abituato ai grandi campi di regata: l’America’s Cup è arrivata a Napoli.

Alla vigilia della Preliminary Regatta in programma nel Golfo dal 24 al 27 settembre 2026, Sibello racconta soprattutto le sensazioni di questi primi giorni trascorsi in acqua. Il vento, il mare, il Vesuvio sullo sfondo e una città che i team stanno iniziando a conoscere anche fuori dalle basi operative.

Per lui Napoli rappresenta l’incontro tra due caratteristiche che appartengono profondamente alla Coppa: una tradizione antichissima e una continua ricerca tecnologica.

Il trofeo più antico incontra le barche volanti

Nelle parole di Sibello emerge immediatamente il contrasto che continua a rendere particolare l’America’s Cup.

Da una parte c’è una competizione nata nel 1851 e diventata uno dei simboli della vela internazionale. Dall’altra ci sono imbarcazioni capaci di sollevarsi sull’acqua, sistemi di controllo sempre più sofisticati e team nei quali velisti, ingegneri e tecnici lavorano ormai fianco a fianco.

Sibello parla di “barche volanti che trasmettono sensazioni incredibili” e vede nell’arrivo della Coppa in Italia una possibilità che va oltre il singolo evento.

Napoli, secondo il velista ligure, può infatti costruire qualcosa destinato a rimanere anche dopo le regate, trasformando l’esperienza dell’America’s Cup in una legacy per il territorio e per la vela italiana.

Dal 49er all’America’s Cup

Nato ad Albenga, Sibello arriva all’America’s Cup dopo una lunga esperienza nella vela olimpica. Nella classe 49er ha conquistato un titolo europeo e tre bronzi mondiali, prima di entrare nel mondo della Coppa.

Con Luna Rossa ha ricoperto i ruoli di tattico e randista e ha partecipato alla campagna che nel 2021 portò il team italiano alla vittoria della Prada Cup e alla sfida contro Emirates Team New Zealand nell’America’s Cup Match.

Oggi il percorso continua con Tudor Team Alinghi.

È anche una storia curiosamente internazionale: un velista italiano all’interno del team che rappresenta la Svizzera, Paese senza accesso al mare ma con una delle storie più significative dell’America’s Cup contemporanea.

Alinghi, una storia svizzera costruita sul mare

Alinghi ha già lasciato un segno profondo nella Coppa. Nel 2003 conquistò l’America’s Cup ad Auckland battendo Team New Zealand e nel 2007 riuscì a difenderla a Valencia.

Sibello richiama proprio questa storia per spiegare l’ambizione dell’attuale progetto.

L’obiettivo non viene descritto come una campagna limitata a una singola edizione, ma come un percorso da sviluppare nel tempo. “La nostra intenzione è quella di rimanere nella Coppa con una visione a lungo termine, di crescere nel tempo e sicuramente vincere in futuro”, spiega.

Una prospettiva nella quale la Preliminary Regatta di Napoli rappresenta quindi un altro passaggio nel processo di sviluppo del team.

Napoli vista dall’AC40

Per Sibello, però, in questi giorni conta anche ciò che accade fuori dall’analisi delle prestazioni.

Le prime uscite nel Golfo hanno offerto condizioni che il velista considera particolarmente adatte agli AC40. Vento e mare hanno permesso ai team di allenarsi in un campo di regata che unisce caratteristiche tecniche e uno scenario difficilmente confondibile con qualsiasi altro.

Il Vesuvio, il profilo della città e i colori del Golfo accompagnano le sessioni in acqua.

Per chi arriva da altri Paesi, l’avvicinamento a Napoli passa anche attraverso la vita della città. Sibello racconta l’interesse dei team per la cultura locale e, inevitabilmente, per la cucina partenopea: un modo per ridurre quella distanza che normalmente separa una grande competizione internazionale dal luogo che la ospita.

Quattro giorni per vedere da vicino l’America’s Cup

La Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta porterà gli AC40 nel Golfo di Napoli dal 24 al 27 settembre.

Il formato prevede otto fleet race prima della finale in match race tra i primi due equipaggi della classifica. Gli AC40 sono monotipo e questo riduce le differenze tecniche tra le barche, mettendo maggiormente in evidenza lavoro dell’equipaggio, tattica e capacità di gestione del mezzo.

La Preliminary Regatta non assegna punti validi per l’America’s Cup 2027, ma rappresenta un’occasione per i team di verificare equipaggi, procedure e capacità di regata prima dell’appuntamento principale.

Il Race Village sarà allestito alla Rotonda Diaz, con ingresso gratuito, maxischermi, presentazioni degli equipaggi e attività durante le giornate di gara.

La strada verso Napoli 2027 è già iniziata

Il significato di queste giornate va quindi oltre il risultato della singola regata.

Nel 2027 Napoli ospiterà per la prima volta in Italia il Louis Vuitton Cup e l’America’s Cup Match. La Preliminary Regatta di settembre permette alla città di iniziare a conoscere un evento che il prossimo anno assumerà una dimensione completamente diversa.

Per Sibello il rapporto è già cominciato dall’acqua.

“Il Golfo di Napoli, il Vesuvio sullo sfondo, i colori della città sono immagini veramente impattanti per chi viene da fuori. Navigare qui è un piacere.”

Ed è forse proprio questa combinazione a rendere particolare la strada verso il 2027: alcune delle barche più tecnologiche della vela contemporanea che volano sull’acqua davanti a uno degli scenari più riconoscibili del Mediterraneo.

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© Redazione MED Yachting
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