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A pochi giorni dal debutto mondiale al Cannes Yachting Festival, ICONA 70 ha ricevuto il premio Best Exterior Design alla 25ª edizione dei World Yachts Trophies. Un riconoscimento che, in questo caso, permette di entrare direttamente nel cuore del progetto: l’esterno non è stato disegnato semplicemente per dare allo yacht una forma riconoscibile, ma per cambiare il modo in cui i suoi 70 piedi vengono vissuti.
ICONA 70 è il primo modello di ICONA inspired by Mangusta, nuovo brand nato da EFFEBI NEW PROJECT, società fondata dalla famiglia Balducci e da Stefano Arlunno. La costruzione segue gli standard di Overmarine Group, mentre progetto e design sono stati affidati a Igor Lobanov, già autore del linguaggio stilistico della gamma Mangusta REV.
Il progetto parte dalla poppa
Per capire ICONA 70 bisogna partire da dietro.
Due grandi ali laterali possono aprirsi fino a portare il baglio complessivo a oltre 9 metri, creando una piattaforma sull’acqua di circa 40 metri quadrati. Una superficie che cambia radicalmente il rapporto tra una barca di 70 piedi e il mare.
Non è semplicemente un ampliamento del beach club. La poppa diventa il vero centro della vita a bordo e può cambiare configurazione durante la giornata, passando da uno spazio più raccolto a una grande terrazza aperta sull’acqua.
Una scala integrata prolunga ulteriormente questo percorso verso il mare, eliminando il più possibile la percezione di una separazione tra yacht e ambiente circostante.
Nascondere la tecnica per lasciare spazio alla forma
Il lavoro di Igor Lobanov cerca di mantenere le superfici dello scafo continue e il profilo visivamente pulito.
Elementi normalmente evidenti, come l’area di ormeggio di prua, l’alloggiamento dell’ancora e il tender bay laterale, sono stati integrati nella struttura per rimanere il più possibile nascosti alla vista. Il garage può ospitare un jet tender fino a 3,45 metri.
Persino la presa d’aria del vano motori diventa un elemento di design: è realizzata mediante stampa 3D con una struttura a nido d’ape e introduce nello scafo un dettaglio che richiama il mondo automotive.
La sovrastruttura vetrata scura si inserisce sotto un hardtop fortemente rastremato, mentre il parabrezza anteriore rinuncia ai montanti convenzionali, creando una superficie che ricorda più il canopy di un velivolo che una tradizionale plancia nautica.
Un 70 piedi che cerca spazio in verticale
La ricerca del volume non si limita alla larghezza.
Nella parte centrale dello yacht l’altezza può raggiungere 2,85 metri, mentre le tre cabine dispongono di un’altezza interna dichiarata di 2,10 metri. Il baglio massimo, nella configurazione chiusa, è di 6,2 metri.
La luce naturale diventa parte dell’architettura. Un percorso centrale collega la piattaforma di poppa, il cockpit e la sovrastruttura vetrata, mentre sul ponte inferiore grandi skylight illuminano il living.
La cabina armatoriale occupa tutta la larghezza dello scafo e utilizza grandi finestrature laterali per ampliare ulteriormente la percezione dello spazio.
L’obiettivo non sembra quindi semplicemente inserire più ambienti, ma fare in modo che quelli disponibili appaiano più aperti e meno frammentati.
La plancia guarda al mondo delle hypercar
L’influenza automotive diventa ancora più evidente nella postazione di comando.
Quattro monitor touchscreen da 19 pollici, quattro sedute dedicate alla navigazione e una plancia priva di una tradizionale successione di pulsanti costruiscono un ambiente volutamente essenziale.
Joystick, Dynamic Positioning, sonar rivolto verso prua e sistemi Garmin di assistenza all’ormeggio trasferiscono molte funzioni operative all’elettronica.
È un’impostazione coerente con il resto del progetto: rendere visivamente semplice ciò che tecnicamente semplice non è.
Tre motori e fino a circa 36 nodi
Sotto questa superficie pulita rimane un’impostazione decisamente prestazionale.
ICONA 70 utilizza tre motori Volvo Penta e prevede due configurazioni propulsive. La più potente utilizza tre D13 IPS1350 da 1.000 hp ciascuno.
Con questa configurazione il progetto indica una velocità massima nell’ordine dei 36 nodi, una crociera di circa 30 nodi e un’autonomia indicativa di circa 270 miglia nautiche, valori che restano subordinati all’allestimento definitivo e alle condizioni operative.
Lo scafo è stato sviluppato dal dipartimento tecnico di Overmarine Group in collaborazione con Studio Arnaboldi, mentre la costruzione è in vetroresina.
Personalizzare senza cambiare identità
Anche la personalizzazione prende in prestito alcune logiche dall’automotive.
Colori esterni e interni possono essere combinati per rendere ogni esemplare più personale, ma senza modificare il linguaggio generale dello yacht.
Per chi desidera andare oltre, il programma Commission prevede una collaborazione diretta tra armatore e team di design. Non si tratta quindi soltanto di scegliere materiali e finiture da un catalogo, ma di sviluppare elementi specifici mantenendo riconoscibile l’identità del modello.
È un approccio che cerca di spostare il concetto di esclusività dalla quantità delle dotazioni alla possibilità di costruire una barca maggiormente legata al proprio armatore.
Un premio che racconta il progetto
Il Best Exterior Design assegnato a ICONA 70 ai World Yachts Trophies assume quindi un significato più interessante del semplice trofeo.
Il progetto esterno è infatti il punto dal quale nasce gran parte dell’esperienza di bordo: la poppa che si apre, la continuità delle superfici, gli elementi tecnici nascosti, la vetratura e la relazione tra spazi interni ed esterni.
Ed è significativo che il riconoscimento sia arrivato proprio durante il debutto del primo modello del nuovo brand.
ICONA 70 non cerca necessariamente di sembrare uno yacht più grande. Prova piuttosto a utilizzare in modo differente i suoi 70 piedi, facendo dello spazio e della trasformabilità una parte del design.
Forse è proprio qui che il premio trova la sua spiegazione migliore: l’esterno non è soltanto ciò che si guarda, ma ciò che determina il modo in cui la barca viene vissuta.
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ICONA inspired by Mangusta
© Redazione MED Yachting
ICONA 70, quando il design cambia il modo di vivere il mare
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