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Centosettanta yacht riuniti nello stesso luogo possono raccontare molto più di una regata. A Porto Cervo, la Rolex Swan Cup 2026 ha trasformato per una settimana la flotta Nautor Swan in una sorta di storia navigante dello yachting a vela: sessant’anni di progetti, materiali, idee e modi differenti di vivere il mare riuniti nelle stesse acque.
Da una parte Tarantella, Swan 36 disegnato da Sparkman & Stephens e appartenente alla prima generazione del cantiere finlandese. Dall’altra lo Swan 128, espressione contemporanea della gamma maxi. In mezzo, decine di modelli che hanno attraversato epoche diverse e portano le firme di progettisti come Sparkman & Stephens, Ron Holland, Germán Frers e Juan Kouyoumdjian.
Più che una fotografia celebrativa, la 23ª Rolex Swan Cup è diventata così un modo particolarmente concreto per osservare quanto sia cambiato uno yacht a vela in sei decenni.
Una flotta lunga sessant’anni
La Rolex Swan Cup 2026 ha raggiunto il limite massimo previsto dagli organizzatori con 170 yacht iscritti, stabilendo un nuovo record per la manifestazione. Le barche presenti battevano bandiera di 30 nazioni, dall’Europa fino ad Australia, Giappone e Nuova Zelanda.
Allineate idealmente, avrebbero formato una fila lunga più di un miglio e mezzo. Ma il dato numerico è forse meno interessante della varietà racchiusa in quella flotta.
Scafi nati per la crociera oceanica, modelli diventati classici, cruiser-racer, maxi yacht e moderni one-design hanno navigato insieme nelle acque della Costa Smeralda. Ogni generazione porta con sé una diversa interpretazione di prestazioni, comfort e design.
Da Tarantella allo Swan 128
Il primo Swan 36 progettato da Sparkman & Stephens appartiene a un momento nel quale la nautica da diporto stava ancora definendo molti dei principi che oggi consideriamo acquisiti. Tarantella rappresenta l’inizio di una storia cominciata nel 1966.
Sessant’anni più tardi, lo Swan 128 racconta un mondo profondamente differente: materiali avanzati, progettazione digitale, sistemi complessi e dimensioni da superyacht, mantenendo però quell’idea di yacht destinato a navigare che rimane centrale nell’identità Swan.
Tra i due estremi si sviluppa una successione di barche che permette quasi di leggere l’evoluzione del design direttamente sull’acqua. Dopo Sparkman & Stephens sono arrivati Ron Holland, Germán Frers e Juan Kouyoumdjian, ciascuno contribuendo in modo differente al linguaggio progettuale del marchio.
La Danza dei Cigni
L’immagine probabilmente destinata a rimanere associata a questa edizione è arrivata ancora prima delle regate.
Per celebrare il sessantesimo anniversario, l’intera flotta ha partecipato alla Danza dei Cigni, una navigazione collettiva intorno all’Isola dei Monaci. Centosettanta Swan contemporaneamente sull’acqua hanno trasformato uno dei passaggi più riconoscibili dell’Arcipelago della Maddalena in un incontro tra generazioni di yacht.
Non era una competizione e forse proprio per questo rappresentava bene lo spirito della ricorrenza: barche nate a decenni di distanza che continuano a condividere lo stesso mare.
Quando la regata diventa comunità
La Rolex Swan Cup resta prima di tutto una competizione. Maxi, Mini-Maxi, Cruiser Racer, Swan Legacy e classi ClubSwan One Design hanno affrontato una settimana di regate che ha prodotto classifiche combattute e finali decisi nelle ultime prove.
Ma limitarsi ai risultati significherebbe raccontare soltanto una parte dell’evento.
Nei giorni di Porto Cervo gli equipaggi hanno condiviso pontili, incontri ed eventi a terra. È quella dimensione che Nautor Swan identifica da tempo con il concetto di ClubSwan: non soltanto possedere una barca dello stesso cantiere, ma riconoscersi in una comunità costruita intorno alla vela.
È significativo che tra i riconoscimenti dell’edizione ci fossero premi legati non alle prestazioni, ma alle persone e alle storie. Lo Spirit of Swan, per esempio, è stato assegnato a Windekind, portato in regata esclusivamente dalla famiglia armatrice: padre, madre e figlio.
I vincitori sul mare
Nelle classi Swan, Freya, Swan 90, ha conquistato il titolo Swan Maxi dopo una rimonta completata con tre vittorie consecutive. Arobas, Swan 601, si è imposto tra i Mini-Maxi, mentre From Now On, Swan 45, ha vinto nella categoria Cruiser Racer.
Tra gli Swan Legacy, Shirlaf ha prevalso nella classe Sparkman & Stephens oltre 47 piedi, mentre Pride, Swan 44, ha conquistato sia la propria categoria sia il titolo assoluto Legacy. Lunz am Meer si è imposto tra i Classics by Frers.
Nelle classi One Design, Earlybird ha vinto nella ClubSwan 50, Team 42+1 nella ClubSwan 43, Nadir nella ClubSwan 42, Cuordileone nella ClubSwan 36 e Anya Race nella ClubSwan 28.
Risultati che mostrano quanto ampia fosse la distanza, non soltanto dimensionale ma anche generazionale, tra le barche impegnate sullo stesso campo di regata.
Vela oltre la competizione
Un altro momento significativo è stato il Trofeo Fabio Gallia, assegnato alla velista francese Catherine Chabaud.
Prima donna a completare il Vendée Globe, Chabaud ha attraversato quindici volte l’Atlantico e, terminata la carriera agonistica, ha rivolto una parte importante della propria attività alla tutela del mare.
La sua presenza introduce una dimensione che va oltre il risultato sportivo. Navigazione oceanica, esperienza, cultura del mare e attenzione alla sua conservazione appartengono infatti allo stesso universo che eventi come la Swan Cup possono contribuire a raccontare.
La storia continua nel 2027
Terminata l’edizione del sessantesimo anniversario, il calendario guarda già avanti.
Il prossimo grande incontro annunciato dalla comunità Swan sarà il Nations Trophy 2027, previsto a Porto Cervo dal 2 al 5 giugno, appuntamento che anticiperà la Rolex Swan Cup del 2028.
Ma l’eredità più interessante della Rolex Swan Cup 2026 resta probabilmente l’immagine della sua flotta.
Perché vedere fianco a fianco uno Swan costruito agli inizi della storia del cantiere e uno dei suoi modelli più recenti permette di comprendere qualcosa che una semplice cronologia non riesce a mostrare: come cambiano gli yacht mentre rimane la stessa voglia di navigare.
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Nautor Swan, ClubSwan Racing
© Redazione MED Yachting
Rolex Swan Cup 2026, sessant’anni di Swan navigano insieme a Porto Cervo
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