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L’Ad Astra 60 parte da un linguaggio noto, quello delle lobster e delle downeast boat, ma evita di trasformarlo in un semplice esercizio nostalgico. Le proporzioni, le linee morbide e il carattere del pozzetto richiamano infatti una tradizione precisa, mentre distribuzione degli spazi, superfici vetrate e organizzazione della vita a bordo guardano decisamente a un modo più contemporaneo di vivere il motor yacht.
Il risultato è una barca che cerca soprattutto equilibrio: tra eleganza e funzionalità, tra ambienti protetti e vita all’aperto, tra crociera rilassata e prestazioni sufficienti per spostarsi rapidamente lungo la costa.
Un lobster che non vive di nostalgia
Ad Astra descrive il 60 come una fusione tra la tradizione delle downeast style boats e l’evoluzione contemporanea del lobster yacht. È una definizione che trova riscontro soprattutto nel profilo e nella scelta di mantenere linee relativamente pulite, senza sovraccaricare il progetto di elementi stilistici.
Il disegno esterno e interno è firmato da Guida + Engineering, mentre l’architettura navale è di Francesco Guida. Il cantiere indicato nella documentazione tecnica è S&Y.
Più che recuperare semplicemente un’estetica del passato, il progetto utilizza quel riferimento per costruire una barca pensata per il presente: facile da utilizzare, con ampie aree sociali e una distribuzione che cerca di ridurre le separazioni tra interno ed esterno.
Pozzetto e salone diventano un unico ambiente
Uno degli elementi centrali del progetto è proprio la relazione tra pozzetto e salone. La porta del salone può essere aperta in modo da creare uno spazio continuo, trasformando due ambienti distinti in un’unica zona conviviale.
È una soluzione particolarmente adatta a un utilizzo mediterraneo, dove la vita a bordo tende naturalmente a spostarsi verso l’esterno. Il pozzetto coperto offre protezione, mentre le grandi superfici vetrate mantengono una relazione costante con il mare e con il paesaggio circostante.
Anche la plancetta di poppa, posizionata a livello del mare e dotata di movimentazione elettroidraulica, contribuisce a rendere più diretto il rapporto con l’acqua. La stessa zona integra inoltre il garage per il tender, previsto fino a 2,85 metri.
Tre cabine senza complicare la distribuzione
Sul ponte inferiore l’Ad Astra 60 propone tre cabine e due bagni. La cabina armatoriale dispone di letto matrimoniale, mentre le due cabine ospiti utilizzano letti separati. I due bagni sono dotati di doccia indipendente.
La distribuzione comprende anche una cabina equipaggio per una persona con bagno separato, una scelta che permette di mantenere maggiore privacy tra ospiti ed equipaggio quando la barca viene utilizzata per crociere più lunghe.
Il progetto non sembra cercare il massimo numero possibile di posti letto, ma una suddivisione relativamente semplice e leggibile, coerente con una barca destinata a essere vissuta soprattutto da famiglia e amici.
Una cucina che entra nella vita sociale
La cucina adotta una configurazione american-style e dialoga direttamente con la zona pranzo, prevista per sei ospiti. Anche in questo caso il progetto tende a evitare ambienti troppo separati, privilegiando un’organizzazione più aperta della vita a bordo.
Il salone può infatti trasformarsi in una comoda area dining e dispone di tetto panoramico, mentre la zona timoneria utilizza una doppia seduta ergonomica.
Sono scelte che raccontano bene il carattere dell’Ad Astra 60: una barca nella quale la parte tecnica rimane importante, ma non domina il modo in cui gli spazi vengono percepiti.
17,86 metri e linea d’asse
L’Ad Astra 60 misura 17,86 metri fuori tutto, con una lunghezza di costruzione di 16,74 metri e un baglio massimo di 4,75 metri. Il pescaggio massimo a pieno carico è di 1,21 metri, mentre il dislocamento dichiarato raggiunge 24,7 tonnellate.
La propulsione è affidata a due MAN i6 da 800 hp con trasmissione in linea d’asse. Il cantiere dichiara una velocità massima di 32 nodi e una crociera di circa 25 nodi.
Sono valori coerenti con un motor yacht che non nasce per inseguire prestazioni estreme, ma per mantenere una buona velocità di trasferimento senza allontanarsi dalla propria vocazione cruiser.
Autonomia e comfort per restare a bordo
I serbatoi prevedono 2.900 litri di carburante e 1.000 litri di acqua dolce. L’impiantistica comprende un generatore da 16 kW, climatizzazione da 48.000 BTU/h e boiler da 80 litri.
Sono dati che acquistano significato soprattutto pensando a un utilizzo prolungato: non soltanto brevi uscite giornaliere, ma crociere costiere durante le quali comfort, autonomia e semplicità di gestione diventano altrettanto importanti quanto la velocità.
La documentazione ufficiale sottolinea anche la presenza di ampi vani tecnici, progettati per facilitare accesso e manutenzione. È un aspetto meno visibile rispetto al design, ma molto più rilevante quando una barca viene utilizzata realmente e con continuità.
Un progetto italiano che vuole crescere
Ad Astra è il nuovo brand della divisione Piloda Yachting, parte di Piloda Group, realtà che dichiara oltre un secolo di attività in diversi settori, compresi edilizia, restauro e nautica. Con il marchio Ad Astra il gruppo punta sul new build e sul refitting navale.
Il 60 rappresenta quindi più di un singolo modello. È il primo elemento leggibile di una gamma che sta iniziando a prendere forma, mentre il cantiere ha già annunciato anche un Ad Astra 80.
In questo senso, il 60 diventa interessante non soltanto per ciò che propone oggi, ma anche perché definisce il linguaggio con cui il marchio intende presentarsi: linee classiche senza rigidità, spazi conviviali, utilizzo concreto e una forte relazione con il mare.
Un lobster pensato più per vivere che per apparire
L’Ad Astra 60 non cerca di reinventare il concetto di lobster yacht. Lo interpreta piuttosto in modo più aperto e contemporaneo.
Le grandi vetrate, la continuità tra salone e pozzetto, la plancetta sul mare e una distribuzione interna relativamente semplice spostano il centro del progetto verso l’esperienza quotidiana a bordo.
Ed è probabilmente questa la sua caratteristica più interessante: utilizzare un’estetica riconoscibile senza trasformarla nel vero protagonista della barca.
Perché, alla fine, il valore dell’Ad Astra 60 sembra stare soprattutto nel modo in cui invita a vivere il Mediterraneo: non semplicemente guardandolo dalle vetrate, ma lasciandolo entrare negli spazi di bordo.
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Ad Astra Yacht
© Redazione MED Yachting
Ad Astra 60, il lobster contemporaneo che guarda al Mediterraneo
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