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MANARI 52, da nuovo progetto a Revelation of the Year a Cannes

Design di RED Yacht Design, carena firmata con Mulder Design e fino a circa 45 nodi: il MANARI 52 ottiene a Cannes il suo primo importante riconoscimento internazionale

MANARI 52, da nuovo progetto a Revelation of the Year a Cannes

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MANARI 52 conquista il titolo Revelation of the Year ai World Yachts Trophies 2026 di Cannes, pochi mesi dopo il debutto internazionale del nuovo 52 piedi

Il MANARI 52 ha ricevuto il premio “Revelation of the Year” ai World Yachts Trophies 2026, assegnati sabato 12 settembre a Cannes durante la serata conclusiva del Cannes Yachting Festival.

È un riconoscimento che arriva molto presto nella storia del modello. Il 52 piedi aveva infatti fatto il proprio debutto mondiale soltanto pochi mesi prima, al Palm Beach International Boat Show di marzo. Da allora il progetto ha lasciato definitivamente il territorio del concept per entrare in quello forse più difficile della produzione reale: i primi yacht sono stati varati, altri esemplari stanno seguendo e MANARI sta iniziando a costruire una propria identità sul mercato.

Un premio che arriva all’inizio della storia

I World Yachts Trophies premiano ogni anno yacht e motor yacht presentati durante l’ultima stagione. L’edizione 2026 ha riunito 69 finalisti e assegnato circa 30 riconoscimenti a modelli compresi tra 13 e 140 metri.

Per il MANARI 52, essere indicato come Revelation of the Year assume quindi un significato particolare: non celebra l’evoluzione di una gamma consolidata, ma l’arrivo di un nuovo progetto e, insieme, di un marchio che sta cercando di trovare il proprio spazio nel segmento dei performance yacht intorno ai 50 piedi.

È proprio questo aspetto a rendere il premio più interessante dal punto di vista editoriale. In meno di un anno il MANARI 52 è passato dalle prime immagini di progetto all’acqua, dal debutto negli Stati Uniti alla presentazione europea e quindi a un riconoscimento internazionale.

Una presenza difficile da confondere

Il design esterno è firmato da RED Yacht Design, studio fondato nel 2017 dall’architetto Cana Gökhan e dal naval architect Fatih Sürekli.

Il MANARI 52 utilizza superfici tese, una prua verticale e una sovrastruttura molto bassa per ottenere un profilo immediatamente riconoscibile. La ricerca non sembra essere rivolta a un’eleganza discreta: il progetto vuole avere una presenza visiva forte sull’acqua, mantenendo però proporzioni controllate e una continuità piuttosto netta tra linee dello scafo, hardtop e spazi esterni.

La parte di hull design coinvolge Mulder Design, mentre l’engineering è stato sviluppato da Eureka Yachts. È quindi un progetto nel quale design, architettura navale e sviluppo tecnico arrivano da competenze differenti, coordinate intorno alla stessa piattaforma.

52 piedi costruiti soprattutto intorno all’esterno

Il MANARI 52 misura 15,85 metri fuori tutto, con un baglio di 4,59 metri. Una parte importante del progetto è dedicata agli ambienti esterni, dove il pozzetto può estendersi lateralmente grazie a un balcone abbattibile.

A poppa, una piattaforma bagno idraulica con gradini integrati facilita il rapporto con l’acqua, mentre un prendisole, la zona conviviale sotto l’hardtop e un wet bar creano differenti ambienti senza dividere eccessivamente la coperta.

A prua è prevista un’ulteriore zona lounge, separata dal pozzetto. Ne deriva una configurazione che distribuisce gli ospiti lungo quasi tutta la lunghezza della barca anziché concentrare la vita esterna esclusivamente a poppa.

È una filosofia particolarmente coerente con l’utilizzo mediterraneo: giornate in rada, spostamenti rapidi tra una destinazione e l’altra e una parte importante del tempo trascorsa all’aperto.

Prestazioni senza nascondere il comfort

La propulsione è affidata a due Volvo Penta D8 IPS800 da 600 hp ciascuno. I dati oggi disponibili indicano una velocità massima nell’ordine dei 45 nodi e una crociera intorno ai 36 nodi, con una capacità carburante di 2.500 litri.

Sono prestazioni importanti per un 52 piedi che non nasce però come pura barca sportiva. Il sistema IPS aggiunge joystick e manovrabilità alle basse velocità, mentre tra le opzioni disponibili figura anche la stabilizzazione giroscopica.

Il punto interessante è proprio questa combinazione. La velocità serve a definire il carattere del MANARI 52, ma il progetto utilizza altrettanta attenzione per ciò che accade quando i motori si fermano.

Dal cockpit agli interni

Sottocoperta il MANARI 52 propone una cabina armatoriale, una zona ospiti, lounge e bagno. Gli interni utilizzano anche un pacchetto sviluppato con Loro Piana Interiors, introducendo materiali e finiture provenienti da un linguaggio normalmente associato a yacht di dimensioni superiori.

È però importante non leggere il 52 come un piccolo superyacht. La sua identità rimane quella di un performance yacht compatto e fortemente orientato alla vita esterna.

Gli interni servono quindi soprattutto a rendere possibile un utilizzo che non si esaurisca nella giornata: weekend, trasferimenti e brevi crociere diventano parte naturale del progetto senza sacrificare la grande quantità di superficie destinata all’open air.

Dal primo scafo alla serie

Il passaggio forse più significativo avvenuto durante il 2026 non riguarda una singola caratteristica tecnica.

Il MANARI 52 non è più soltanto il primo yacht di un nuovo marchio. RED Yacht Design ha confermato il varo di ulteriori unità dopo il primo esemplare, segnando il passaggio da prototipo e presentazione commerciale a vera produzione in serie.

È un momento delicato per qualsiasi nuovo progetto. Disegnare una barca capace di attirare attenzione è una cosa; trasformarla in un prodotto replicabile, costruirne più esemplari e trovare armatori disposti a sceglierla è un’altra.

Ed è probabilmente questo il contesto nel quale il premio ricevuto a Cannes acquista maggior significato.

Cannes come tappa, non come arrivo

Per RED Yacht Design, il riconoscimento arriva inoltre in un anno nel quale diversi progetti dello studio hanno lasciato i disegni per arrivare realmente in acqua.

Fondato da Cana Gökhan e Fatih Sürekli, lo studio lavora oggi tra Londra e Istanbul e riunisce designer e naval architect impegnati su yacht di differenti dimensioni.

Il MANARI 52 rappresenta però un caso particolare perché il successo del progetto dipenderà anche da ciò che succederà dopo la fase della novità.

Il titolo Revelation of the Year racconta bene il 2026: un nuovo marchio, un nuovo yacht e una presenza che in pochi mesi è riuscita a farsi notare tra molti concorrenti internazionali.

Ora inizia la fase forse più interessante. Vedere se quella prima impressione riuscirà a trasformarsi in una famiglia di yacht riconoscibile anche negli anni successivi.

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© Redazione MED Yachting
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