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M/Y Merinos, 42 metri per esplorare una nuova idea di superyacht ibrido

SES Yachts consegna M/Y Merinos, primo GX42 di GX Superyachts, con propulsione ibrida seriale, energia solare e un approccio orientato a silenzio ed efficienza

M/Y Merinos, 42 metri per esplorare una nuova idea di superyacht ibrido

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M/Y Merinos è il primo GX42 ibrido costruito da SES Yachts, un superyacht di 42 metri con batterie da 940 kWh, pannelli solari e fino a 48 ore di hotel load a zero emissioni all’ancora

Il M/Y Merinos porta in acqua una delle idee più interessanti emerse negli ultimi anni nel segmento dei superyacht: non utilizzare l’elettrificazione soltanto come supporto alla propulsione, ma ripensare anche ciò che accade quando lo yacht è fermo.

Il primo GX42, costruito da SES Yachts per GX Superyachts, è un superyacht di 42 metri dotato di propulsione ibrida, pannelli solari integrati e un banco batterie al litio da 940 kWh. Secondo i dati diffusi dal cantiere, questa configurazione consente fino a 48 ore di hotel load silenzioso e a zero emissioni all’ancora.

È proprio questo dato, più ancora della semplice presenza di un sistema ibrido, a raccontare la filosofia del progetto.

Quando il silenzio diventa parte dell’esperienza

Su un superyacht, energia non significa soltanto muoversi. Climatizzazione, illuminazione, cucina, elettronica e servizi continuano a richiedere potenza anche quando la barca è ferma in rada.

Tradizionalmente una parte importante di questa domanda viene soddisfatta dai generatori. Sul GX42, il grande accumulo elettrico e l’integrazione dell’energia solare cercano invece di ridurre il tempo in cui i motori devono rimanere in funzione.

SES Yachts dichiara che il sistema può sostenere fino a 48 ore di hotel load a zero emissioni all’ancora. Per chi vive il Mediterraneo trascorrendo molto tempo in rada, significa meno rumore, meno vibrazioni e un rapporto più diretto con l’ambiente circostante.

L’efficienza, quindi, non viene percepita soltanto attraverso un dato sui consumi. Può diventare qualcosa di immediatamente riconoscibile da chi è a bordo.

940 kWh al centro del sistema

Il cuore energetico del Merinos è costituito da un banco batterie al litio da 940 kWh, abbinato nel comunicato SES a un sistema di propulsione ibrida seriale e a pannelli solari integrati.

Il GX42 era già stato seguito durante le diverse fasi di costruzione presso gli stabilimenti SES Yachts di Tuzla, dove il progetto è passato dall’allestimento dello scafo e della sovrastruttura in alluminio all’integrazione dell’impianto ibrido. Fonti precedenti sul progetto indicavano inoltre l’obiettivo di poter utilizzare la componente elettrica anche nelle manovre e alle basse velocità, integrandola con la generazione tradizionale durante la navigazione.

La vera particolarità resta però il modo in cui l’energia viene gestita nel corso dell’intera giornata, non soltanto quando lo yacht è in movimento.

Un progetto costruito a Istanbul

Merinos è stato realizzato presso SES Yachts a Tuzla, Istanbul. Il cantiere turco, fondato nel 1977 e ancora a conduzione familiare, lavora su yacht custom a motore e a vela e dichiara una flotta di 91 unità consegnate tra 20 e 42 metri.

Nel caso del GX42, SES Yachts ha lavorato come costruttore per GX Superyachts, seguendo la realizzazione di una piattaforma completamente nuova.

Il primo scafo è entrato in acqua nell’agosto 2026 e ha successivamente affrontato le prove in mare in vista della presentazione internazionale.

È un passaggio importante anche per SES, perché porta il cantiere al centro di un progetto nel quale costruzione tradizionale, grande capacità di accumulo, integrazione solare e gestione energetica vengono sviluppate come parti dello stesso sistema.

L’ibrido non basta da solo

Nel mondo dello yachting il termine ibrido viene utilizzato ormai con frequenza, ma può descrivere soluzioni molto differenti.

Nel GX42 l’interesse non sta quindi nella definizione, quanto nella combinazione tra propulsione, accumulo e produzione solare. Sono elementi che acquistano valore soprattutto quando vengono considerati insieme.

Il comunicato SES indica due motori elettrici da 300 kWh; questa formulazione appare tuttavia tecnicamente anomala, perché kWh misura l’energia e non la potenza del motore. Per questo dato MED Yachting preferisce non trasformare l’indicazione del comunicato in una specifica tecnica definitiva senza una conferma ulteriore del costruttore.

Il dato verificabile e chiaramente espresso resta invece la capacità del banco batterie, pari a 940 kWh, e l’obiettivo delle 48 ore di servizi di bordo senza emissioni all’ancora.

Dal concept alla prima barca reale

GX Superyachts aveva presentato il proprio progetto nel segmento dei grandi yacht puntando sin dall’inizio sull’integrazione tra sistemi ibridi e solari. Con Merinos, quella filosofia passa dal concept a una barca realmente costruita e consegnata.

Il primo GX42 rappresenta quindi qualcosa di più del debutto di un nuovo modello. È anche un banco di prova per verificare quanto tecnologie già sperimentate su imbarcazioni più piccole possano essere trasferite su un superyacht da 42 metri.

Le dimensioni cambiano, così come cambiano il fabbisogno energetico, la complessità degli impianti e le aspettative di comfort.

È qui che il progetto diventa particolarmente interessante: non promette semplicemente di rendere elettrico ciò che prima era diesel, ma cerca di utilizzare l’elettrificazione per modificare alcuni momenti dell’esperienza a bordo.

Monaco come punto d’arrivo, non come protagonista

M/Y Merinos sarà uno degli elementi attraverso i quali SES Yachts racconterà il proprio lavoro al Monaco Yacht Show 2026, dal 23 al 26 settembre. Il cantiere sarà presente allo stand QH2 sul Quai L’Hirondelle.

Nello stesso spazio SES presenterà anche l’EPOQ 36, progetto di 36 metri disegnato da Sturge & Toth e sviluppato con Ocean Independence, con architettura navale orientata all’efficienza firmata Van Oossanen Naval Architects.

Ma nel caso di Merinos il salone è soprattutto il luogo nel quale il pubblico potrà osservare il risultato di un percorso già arrivato all’acqua.

La notizia vera è avvenuta prima: un nuovo superyacht ibrido da 42 metri è diventato una barca reale.

Due giorni in rada senza generatori

In uno yacht di queste dimensioni, 48 ore di hotel load silenzioso sono un dato che va oltre la tecnologia.

Immaginare due giornate in rada senza il rumore continuo dei generatori significa cambiare la percezione del tempo trascorso a bordo: ascoltare maggiormente il mare, ridurre vibrazioni e limitare le emissioni locali proprio nei luoghi nei quali lo yacht viene vissuto più intensamente.

Non significa aver risolto il tema della sostenibilità nello yachting, né rendere un superyacht privo di impatto ambientale.

Significa però intervenire su un aspetto molto concreto della vita a bordo.

Ed è forse questo il punto più interessante del M/Y Merinos: dimostrare che efficienza e comfort non devono necessariamente essere raccontati come due obiettivi separati. In alcuni casi, una migliore gestione dell’energia può semplicemente rendere più piacevole stare sul mare.

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SES Yachts

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© Redazione MED Yachting
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