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Maiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicino

Con linee di Quartostile, interni Acube Design e una propulsione da 6.000 hp complessivi, Maiora 36 Exuma interpreta libertà, velocità e vita all’aperto

Maiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicino

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Maiora 36 Exuma unisce 33 nodi di velocità, pescaggio di appena 1,45 metri e grandi spazi aperti in un superyacht pensato per esplorare il mare più da vicino

Con i suoi 36,90 metri di lunghezza, il Maiora 36 Exuma potrebbe sembrare destinato soprattutto a grandi baie, porti attrezzati e lunghe navigazioni. Il dato che cambia immediatamente prospettiva è invece un altro: il suo pescaggio a pieno carico è di appena 1,45 metri.

Significa poter avvicinarsi maggiormente alla costa, esplorare fondali che normalmente richiederebbero più attenzione a un superyacht di queste dimensioni e vivere il rapporto con il mare con una libertà insolita per una barca da 295 GT.

Non è casuale che Maiora abbia scelto il nome Exuma. Quelle acque caraibiche, famose per fondali bassi, sabbia e tonalità quasi trasparenti, sintetizzano bene la filosofia del progetto: non osservare una destinazione da lontano, ma cercare di entrarci dentro.

Tre waterjet per cambiare il modo di muoversi

La propulsione è uno degli elementi centrali del progetto. Il Maiora 36 Exuma utilizza tre MAN V12-2000 da 2.000 hp ciascuno, abbinati a due idrogetti MJP e a un terzo waterjet centrale con funzione booster.

Una configurazione che porta la potenza complessiva a 6.000 hp e permette al cantiere di dichiarare una velocità massima fino a 33 nodi, con una crociera di 26 nodi.

Ma la scelta dei waterjet non riguarda soltanto la velocità. Contribuisce alla manovrabilità e permette soprattutto di mantenere quel pescaggio ridotto che costituisce uno degli aspetti più interessanti del 36 Exuma.

Maiora sottolinea inoltre l’assenza di vibrazioni come uno degli elementi della configurazione propulsiva, mentre due stabilizzatori giroscopici Seakeeper 35 lavorano sul comfort durante la permanenza a bordo.

La poppa non chiude lo yacht, lo apre

Le linee esterne, sviluppate da Quartostile insieme a Maiora, cercano di utilizzare i volumi non semplicemente per aumentare le dimensioni percepite, ma per creare una continuità più evidente tra yacht e mare.

La poppa è uno dei punti in cui questa intenzione emerge maggiormente. Il progetto la interpreta come zona di contatto con l’acqua, mentre la sovrastruttura cresce progressivamente verso prua con un’impostazione full beam che permette di aumentare gli spazi interni senza appesantire eccessivamente il profilo.

Il risultato è una barca dalle linee tese e orizzontali, con una prua quasi verticale che comunica dinamismo, ma nella quale la ricerca estetica rimane strettamente collegata alla vivibilità.

Un salone che può quasi scomparire

Uno degli ambienti più interessanti si trova sull’upper deck. Qui il cosiddetto Al Fresco Saloon dispone di porte poppiere e finestrature laterali completamente apribili.

Quando sono chiuse, l’ambiente diventa un salone protetto e climatizzato. Aprendole, la separazione tra interno ed esterno si riduce fino a trasformare lo stesso spazio in una grande area aperta.

È una soluzione particolarmente adatta al Mediterraneo, dove vento, temperatura e orario possono modificare rapidamente il modo in cui viene vissuta una giornata a bordo. Lo stesso ambiente può essere utilizzato nelle ore più calde, durante una cena serale o quando si desidera maggiore protezione, senza imporre una funzione definitiva allo spazio.

Una piscina a prua, lontano dalla zona più frequentata

Sempre sull’upper deck, la piscina è collocata nella zona prodiera e circondata da una grande superficie prendisole.

La scelta è interessante perché porta una delle aree più conviviali dello yacht in una posizione diversa da quella abituale. La prua non è semplicemente un luogo panoramico da utilizzare occasionalmente, ma diventa una parte importante della vita quotidiana.

All’estrema prua una rete sospesa sul mare aggiunge un ambiente ancora differente, quasi informale rispetto alle altre zone del superyacht.

Più in alto, il Nest Deck offre invece uno spazio all’aperto maggiormente appartato, pensato per chi desidera allontanarsi dalle aree sociali e trovare maggiore privacy.

Cinque cabine senza sacrificare una seconda master

Il Maiora 36 Exuma può accogliere fino a 12 ospiti in cinque cabine.

La suite armatoriale si trova sul main deck, mentre le quattro cabine del lower deck comprendono anche una seconda master di dimensioni importanti e una VIP. Una configurazione che permette di differenziare maggiormente gli spazi riservati agli ospiti rispetto a uno schema tradizionale composto esclusivamente da cabine equivalenti.

Gli interni sono stati sviluppati da Acube Design con un linguaggio fatto di geometrie morbide, superfici continue e materiali naturali. Il progetto cerca soprattutto di evitare una netta separazione percettiva tra ambienti, proseguendo all’interno quella sensazione di fluidità che caratterizza anche i ponti esterni.

Per l’equipaggio sono previste tre cabine capaci di ospitare complessivamente cinque persone.

Velocità senza rinunciare all’autonomia

La vocazione sportiva non impedisce al 36 Exuma di mantenere numeri interessanti anche quando il ritmo cambia.

Con 21.500 litri di carburante, il cantiere dichiara un’autonomia di circa 650 miglia nautiche a 20 nodi, che può arrivare a 1.150 miglia a 10 nodi.

È una doppia personalità che rispecchia bene la filosofia della barca. Da una parte la possibilità di spostarsi rapidamente tra due destinazioni; dall’altra quella di rallentare, aumentare l’autonomia e trasformare il trasferimento stesso in parte del viaggio.

Più interessante quando la costa si avvicina

Il Maiora 36 Exuma misura 36,90 metri, ha un baglio massimo di 7,90 metri, disloca 180 tonnellate a pieno carico e rimane sotto la soglia dei 300 GT con una stazza lorda di 295 GT.

Sono dimensioni da superyacht importante, ma forse il dato che meglio ne racconta il carattere continua a essere quel pescaggio di 1,45 metri.

Perché velocità, piscine, grandi saloni e cinque cabine sono caratteristiche che ci si può aspettare da uno yacht di questa categoria. La possibilità di portare quasi 37 metri di barca più vicino a una spiaggia, a una baia o a un fondale normalmente meno accessibile cambia invece il modo in cui una destinazione può essere vissuta.

Ed è proprio qui che il nome Exuma acquista senso anche lontano dalle Bahamas. Nel Mediterraneo può voler dire avvicinarsi alle acque della Sardegna, delle Baleari o delle isole greche con una libertà maggiore rispetto a quella suggerita dalle dimensioni dello yacht.

Non tanto andare più lontano, quindi, quanto avere la possibilità di arrivare più vicino.

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Maiora, 36 Exuma

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Maiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicinoMaiora 36 Exuma, 37 metri per arrivare dove il mare diventa più vicino

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