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Il Swan 58 nasce intorno a un’idea apparentemente semplice: permettere di andare lontano senza trasformare il viaggio in una rinuncia al piacere di navigare. Nautor Swan lo definisce un Bluewater Fast Cruiser, una formula che riassume bene il carattere di uno yacht pensato per affrontare lunghe permanenze a bordo, offrire autonomia e protezione, ma continuare allo stesso tempo a essere coinvolgente sotto vela.
Non è quindi soltanto una barca destinata alle traversate. È un progetto che cerca un equilibrio tra due mondi spesso considerati separati: quello del cruiser capace di accompagnare il proprio armatore per migliaia di miglia e quello di uno Swan che deve continuare a trasmettere precisione, leggerezza al timone e piacere nella conduzione.
Un progetto che guarda lontano
Dietro le linee del Swan 58 c’è Germán Frers, uno dei nomi che hanno maggiormente contribuito a costruire l’identità moderna del cantiere finlandese. Il suo progetto parte da uno scafo dalle linee relativamente slanciate, con bordo libero moderato e una tuga discreta, cercando di mantenere quell’equilibrio tra funzionalità ed eleganza che appartiene da tempo al linguaggio Swan.
Ma nel 58 la forma è strettamente legata all’utilizzo. La barca è stata concepita per poter essere gestita anche da una coppia, una caratteristica importante per chi immagina navigazioni prolungate senza un equipaggio professionale numeroso. Coperta, manovre e organizzazione generale cercano così di rendere più semplice la gestione quotidiana senza togliere spazio alle possibilità offerte da una barca di quasi diciannove metri fuori tutto.
Bluewater significa anche autonomia
Viaggiare lontano richiede qualcosa di più di una buona carena. Significa poter disporre di acqua, carburante, stivaggio e impianti dimensionati per trascorrere periodi prolungati lontano da una marina.
Il Swan 58 dispone di 1.080 litri di carburante e 946 litri di acqua dolce, mentre il progetto dedica particolare attenzione ai volumi di stivaggio distribuiti a bordo. Sono numeri che acquistano significato soprattutto quando la barca viene utilizzata per quello per cui è stata progettata: non semplicemente passare da un porto all’altro, ma poter scegliere una rotta più lunga e restare autonomi durante la navigazione.
Anche la costruzione riflette questa destinazione d’uso. Lo scafo utilizza una struttura sandwich in vetroresina e anima in schiuma, resina vinilestere, rinforzi strutturali e lande in carbonio, con due paratie composite completamente stagne. Il Swan 58 è inoltre certificato CE Categoria A Ocean.
Una barca da vivere mentre si naviga
Gli interni disegnati da Misa Poggi seguono la stessa filosofia. Nella configurazione standard la suite armatoriale è collocata a prua, mentre due cabine per gli ospiti si trovano a poppa. Sono previsti tre bagni, due dei quali con vano doccia separato, e sono disponibili configurazioni alternative, compresa una quarta cabina a centro barca e una cabina equipaggio opzionale nel gavone di prua.
Il punto interessante è il modo in cui gli ambienti sono stati pensati per funzionare anche con la barca in navigazione. La cucina ha una configurazione avvolgente che offre sostegno quando lo yacht è sbandato, mentre il salone riceve luce naturale da differenti livelli, comprese quattro finestrature sullo scafo.
Anche la zona carteggio può assumere configurazioni differenti, passando dalla tradizionale postazione rivolta verso prua a una soluzione più vicina a un piccolo ufficio. Un dettaglio che racconta quanto sia cambiato il modo di vivere una barca durante le navigazioni più lunghe.
Il Mediterraneo prima dell’oceano
Definire il Swan 58 come bluewater yacht non significa necessariamente immaginarlo sempre nel mezzo di un oceano. Le stesse caratteristiche che servono durante una traversata diventano qualità molto piacevoli anche navigando nel Mediterraneo.
Lo spazio in coperta, il grande cockpit, la possibilità di trascorrere lunghi periodi in rada e la capacità di ospitare famiglia e amici trasformano il 58 in una barca che può alternare una lunga rotta a settimane più rilassate tra Sardegna, Baleari, Grecia o coste della Turchia.
È probabilmente questo uno dei punti più interessanti del progetto: non obbliga l’armatore a scegliere tra la barca per il viaggio e quella per le vacanze. Le due esperienze possono convivere.
Quando torna la voglia di spingere
Il lato cruiser non cancella il DNA sportivo del marchio. Nautor Swan prevede infatti per il 58 un Performance Package e lo indica come un progetto capace di essere competitivo anche sotto i regolamenti ORC e IRC.
La configurazione standard prevede una randa da 116,52 m² e un fiocco al 100% da 97,48 m², mentre il gennaker raggiunge 334 m². Sono disponibili differenti soluzioni per la chiglia: quella standard ha un pescaggio di 2,70 metri, la versione shallow scende a 2,20 metri, mentre la performance arriva a 3,80 metri. È prevista anche una soluzione telescopica.
Non si tratta quindi di trasformare un cruiser in una barca da regata, quanto di conservare quella componente di piacere sotto vela che per molti armatori rappresenta ancora una parte essenziale dell’esperienza Swan.
Una storia che precede il numero 58
Il numero 58 è relativamente nuovo nella famiglia Swan, ma la sua storia progettuale viene da lontano. Il cantiere richiama esplicitamente alcune delle barche che hanno costruito la propria reputazione nella navigazione oceanica, come lo Swan 57 Berge Viking, protagonista della Whitbread Round the World Race, il 57 Anouk e lo Swan 59 Gulliver, vincitore nel 1992 della prima edizione del Round the World Rally for Cruisers.
A queste esperienze si aggiungono modelli come Swan 55, Swan 56 e Swan 60, differenti per epoca e carattere ma accomunati dal tentativo di far convivere bellezza e capacità di affrontare lunghe rotte.
Nel Swan 58 questa eredità non viene riproposta in chiave nostalgica. Diventa piuttosto il punto di partenza per interpretare esigenze contemporanee: equipaggi più piccoli, maggiore autonomia, spazi realmente utilizzabili e sistemi più semplici da gestire.
19 metri che invitano a partire
Il Swan 58 misura 19,11 metri fuori tutto, con una lunghezza dello scafo di 17,96 metri e un baglio massimo di 5,27 metri. Il dislocamento leggero dichiarato è di 25.400 kg e la motorizzazione ausiliaria attualmente indicata dal cantiere è affidata a un Yanmar 4LV da 150 hp.
Ma i numeri, in questo caso, raccontano solo la struttura del progetto.
L’identità del Swan 58 emerge soprattutto dal modo in cui queste caratteristiche vengono messe al servizio del viaggio. È una barca che può trascorrere una giornata davanti a una cala mediterranea e, quando cambia l’orizzonte, essere preparata per una rotta molto più lunga.
Forse è proprio qui che il concetto di bluewater cruising diventa più contemporaneo: non avere necessariamente un oceano da attraversare, ma sapere di poter continuare a navigare quando si decide che la destinazione successiva può essere un po’ più lontana.
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Nautor Swan, Swan 58
© Redazione MED Yachting
Swan 58, quando il viaggio conta quanto la destinazione
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