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Apreamare Gozzo 42, il gozzo sorrentino cambia senza perdere la sua identità

Il nuovo Gozzo 42 di Apreamare misura 12,80 metri e unisce convivialità, comfort, linea d’asse o IPS e una forte identità mediterranea

Apreamare Gozzo 42, il gozzo sorrentino cambia senza perdere la sua identità

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Apreamare Gozzo 42 evolve la tradizione del gozzo sorrentino con grandi spazi esterni, carena versatile e un modo contemporaneo di vivere il Mediterraneo

Il Gozzo 42 di Apreamare nasce da un’identità che non ha bisogno di essere reinventata, ma può certamente evolvere. Il riferimento rimane il gozzo sorrentino, con il suo rapporto diretto con il mare e una cultura nautica costruita nel tempo, mentre dimensioni, distribuzione degli spazi e tecnologia raccontano una barca decisamente contemporanea.

Con una lunghezza fuori tutto di 12,80 metri e una larghezza massima di 4,20 metri, il nuovo modello si colloca nella gamma Gozzo come una proposta pensata per chi cerca una barca da utilizzare realmente durante tutta la giornata, alternando navigazione, soste in rada e convivialità. Non è quindi soltanto il richiamo alla tradizione a definirla, ma il modo in cui quella tradizione viene adattata alle abitudini di oggi.

Il Mediterraneo si vive soprattutto fuori

Sul Gozzo 42 una parte importante del progetto è dedicata agli spazi esterni. La coperta propone due aree prendisole, un cockpit organizzato per la convivialità, un wet bar configurabile e una piattaforma di poppa dotata di tender lift.

È una distribuzione che trova una dimensione naturale nel Mediterraneo. Una giornata a bordo può cominciare navigando lungo costa, proseguire con una sosta in rada e trasformarsi in un pranzo all’aperto o in un pomeriggio trascorso vicino all’acqua. La barca deve quindi permettere di passare con naturalezza da un momento all’altro, senza che ogni spazio abbia necessariamente una sola funzione.

Anche l’hard top è stato sviluppato in questa direzione. La struttura si estende maggiormente verso poppa per aumentare la superficie ombreggiata, mentre è prevista, su richiesta, la possibilità di chiudere completamente il parabrezza in vetro. Una soluzione che amplia il periodo e le condizioni nelle quali utilizzare la barca, offrendo maggiore protezione quando il meteo diventa meno favorevole.

Un gozzo che non rinuncia al viaggio

L’impostazione aperta non significa limitare il Gozzo 42 alle brevi uscite giornaliere. Sottocoperta trova posto la cabina armatoriale, mentre può essere richiesta una seconda cabina separata con due letti singoli.

La presenza di finestrature nello scafo e in coperta contribuisce alla luminosità della zona notte e rende gli ambienti inferiori parte integrante dell’esperienza della barca, non semplicemente uno spazio da utilizzare quando termina la giornata.

Questa possibilità di organizzare gli interni secondo le proprie esigenze rende il modello interessante anche per chi desidera spingersi oltre il day cruising, trasformando una successione di baie e porti in un vero itinerario costiero. Nel Mediterraneo significa poter immaginare una crociera fatta di tappe relativamente brevi, senza rinunciare alla possibilità di fermarsi a bordo per la notte.

Linea d’asse oppure IPS, due modi di interpretare la stessa barca

Un aspetto interessante del progetto riguarda la propulsione. La carena a geometria variabile con pattini di sostentamento è stata studiata per accogliere sia una trasmissione tradizionale in linea d’asse sia il sistema Volvo Penta IPS.

La possibilità di scegliere tra le due soluzioni non è soltanto un dato tecnico. Permette all’armatore di avvicinarsi al Gozzo 42 secondo le proprie preferenze di navigazione, mantenendo da una parte una configurazione profondamente legata alla tradizione nautica e dall’altra la possibilità di adottare una propulsione più contemporanea.

Le configurazioni indicate più recentemente prevedono due Volvo Penta D6 da 380 oppure 480 hp con linea d’asse, oppure due Volvo Penta IPS 500 o IPS 600.

Velocità per navigare, non soltanto per arrivare

Secondo i dati più recenti diffusi per il modello, il Gozzo 42 raggiunge una velocità massima di circa 30 nodi, mentre la velocità di crociera varia indicativamente tra 22 e 27 nodi in funzione della configurazione.

Sono prestazioni coerenti con un’imbarcazione che non sembra voler costruire la propria personalità attorno alla velocità assoluta. La parte interessante è piuttosto la possibilità di mantenere andature adatte agli spostamenti tra una destinazione e l’altra conservando quella vocazione alla navigazione che appartiene da sempre alla filosofia del cantiere.

Il serbatoio carburante da 1.200 litri contribuisce a estendere il raggio d’utilizzo della barca e rafforza l’idea di un modello destinato non soltanto alla giornata in mare, ma anche a itinerari più articolati.

La plancia diventa parte dell’esperienza

Anche la postazione di comando è stata ripensata. L’impostazione ergonomica permette di installare tre display da 13 pollici oppure due schermi da 17 pollici, portando navigazione e gestione dei sistemi di bordo all’interno di un ambiente più contemporaneo.

È uno degli elementi nei quali si percepisce meglio l’evoluzione del concetto di gozzo. La riconoscibilità non viene cercata attraverso una ricostruzione nostalgica del passato, ma attraverso il mantenimento di determinate proporzioni, funzioni e sensazioni, lasciando alla tecnologia il compito di rendere più semplice il modo di utilizzare la barca.

Dodici metri che devono funzionare anche con gli amici

Il Gozzo 42 è omologato per ospitare fino a 14 persone. È un dato che aiuta a comprendere la filosofia della coperta: la barca deve poter essere vissuta in compagnia senza sacrificare completamente la libertà di movimento.

Con un dislocamento dichiarato di 11,5 tonnellate a barca scarica e 14,5 tonnellate a pieno carico, un pescaggio di circa un metro e categoria di progettazione CE B, il nuovo Apreamare mantiene dimensioni ancora gestibili ma introduce volumi e dotazioni che ampliano sensibilmente le possibilità di utilizzo rispetto a un semplice day boat.

Evolvere un’icona è più difficile che disegnarne una nuova

Nel Gozzo 42 l’aspetto forse più interessante è proprio ciò che Apreamare ha deciso di non abbandonare. Il cantiere di Sorrento continua a utilizzare il gozzo come punto di partenza, senza trasformarlo in una citazione del passato.

Il risultato è una barca che conserva una forte relazione con il proprio territorio di origine ma può essere letta con un linguaggio internazionale. Le grandi superfici esterne, la possibilità di scegliere la configurazione degli interni, le differenti propulsioni e una coperta pensata per stare insieme raccontano un modo di andare per mare che appartiene certamente alla costa sorrentina, ma che funziona altrettanto bene lungo molte altre rotte del Mediterraneo.

Il Gozzo 42 sarà presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2026, dall’8 al 13 settembre. Cannes rappresenterà il momento della presentazione internazionale, ma il vero carattere della barca emergerà probabilmente lontano dal salone, una volta lasciato il porto: durante una navigazione lungo costa, davanti a una baia e in quelle giornate nelle quali non esiste una ragione particolare per rientrare presto.

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Apreamare, Gozzo 42

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28 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
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