Il Fountaine Pajot FPY 59S parte da una lunghezza di 18,78 metri e da un baglio di 9,46 metri, ma il progetto si comprende meglio osservando come queste dimensioni vengono utilizzate. Più che concentrare l’attenzione soltanto sulla navigazione, il catamarano francese costruisce intorno all’equipaggio un insieme di ambienti che possono essere vissuti per molte ore della giornata e per periodi prolungati, passando con naturalezza dagli interni alle aree esterne.
È una scelta che avvicina il FPY 59S all’idea di una residenza sul mare senza dimenticare la sua identità di sailing yacht. Il cantiere dichiara complessivamente 1.238 piedi quadrati di spazi vivibili, circa 115 metri quadrati, distribuiti tra ambienti interni ed esterni.
Un 59 piedi che usa il baglio come una risorsa
Il baglio di 9,46 metri permette di costruire una parte importante dell’esperienza di bordo in senso trasversale. Il main deck, considerando cockpit di poppa, cockpit prodiero e salone, raggiunge una superficie dichiarata di 59 metri quadrati.
A poppa il cockpit offre circa 27 metri quadrati, mentre la zona prodiera mette a disposizione ulteriori 9 metri quadrati. Non sono semplicemente superfici da sommare: la continuità tra questi ambienti permette di scegliere durante la giornata dove mangiare, riposare, conversare o semplicemente osservare il mare senza concentrare tutte le attività in un’unica zona.
Il flybridge diventa parte della giornata
Uno degli ambienti più caratterizzanti è il flybridge panoramico. Con una superficie vivibile di 29,4 metri quadrati, riunisce conduzione, relax e convivialità su un ponte aperto verso l’orizzonte.
Su un catamarano destinato alla crociera, il flybridge può così andare oltre la funzione di postazione di comando. Diventa un secondo grande ambiente esterno, particolarmente interessante durante le navigazioni mediterranee, quando clima e itinerari invitano a trascorrere gran parte della giornata fuori.
La circolazione tra le diverse zone è stata pensata per rendere più semplice il passaggio tra gli spazi, con accesso diretto anche alla lounge prodiera e percorsi che contribuiscono a separare, quando necessario, la vita degli ospiti dalle aree più private.
Tre configurazioni per modi diversi di navigare
Fountaine Pajot non propone una sola organizzazione interna. Il FPY 59S può essere configurato secondo tre differenti layout, pensati per adattarsi tanto all’utilizzo armatoriale quanto a una maggiore capacità di accoglienza.
La versione Lounge Maestro privilegia la suite dell’armatore e colloca la cucina sul ponte inferiore; un’altra configurazione Maestro porta invece la cucina sul main deck, aprendola maggiormente verso la zona di poppa. È inoltre prevista una versione Charter con sei cabine.
La suite armatoriale offre una superficie vivibile dichiarata di circa 17 metri quadrati. Complessivamente, a seconda della configurazione scelta, il catamarano può arrivare ad accogliere fino a 12 ospiti oltre a due membri di equipaggio.
Personalizzare senza cambiare l’identità del progetto
La possibilità di scegliere il layout è soltanto una parte del programma di personalizzazione. Legni, pavimenti, pellami, tessuti e finiture possono essere combinati secondo numerose alternative, con oltre 180 armonie progettuali indicate dal cantiere.
Questo permette di intervenire sull’atmosfera degli interni senza dover modificare la logica fondamentale del progetto. Per un’imbarcazione destinata anche a lunghe permanenze a bordo, materiali, colori e organizzazione degli ambienti diventano infatti elementi che incidono direttamente sul modo di percepire lo spazio.
La vela resta al centro del progetto
Il FPY 59S conserva una superficie velica di bolina dichiarata di 204 metri quadrati tra randa e genoa, alla quale può aggiungersi un gennaker o spinnaker da 170 metri quadrati.
Il dislocamento a vuoto è di 28,2 tonnellate, mentre il pescaggio è di 1,65 metri. Sono proporzioni che collocano il progetto nel territorio dei grandi catamarani da crociera, dove la navigazione deve convivere con volumi importanti e con un livello di comfort pensato per permanenze prolungate.
Per le manovre a motore la configurazione standard prevede due unità da 110 hp, con possibilità di optare per due motori da 150 hp.
Un’altra idea di silenzio a bordo
Accanto alla motorizzazione convenzionale, Fountaine Pajot prevede per il FPY 59S anche una propulsione ibrida. La scelta acquista significato soprattutto durante le fasi in cui rumore, vibrazioni e necessità di utilizzare il generatore incidono maggiormente sull’esperienza a bordo.
L’architettura energetica può comprendere un banco batterie al litio fino a 42 kWh, un generatore da 14 kW e una produzione solare fino a 4 kW. L’obiettivo dichiarato dal cantiere è ridurre la dipendenza dal generatore e aumentare la capacità di produrre, conservare e utilizzare energia durante la permanenza in rada.
Non significa trasformare il catamarano in un’imbarcazione energeticamente indipendente, ma utilizzare diverse tecnologie per rendere alcuni momenti della vita a bordo più silenziosi e meno dipendenti dalla produzione continua di energia tramite motore o generatore.
Pensato anche per fermarsi
I serbatoi prevedono 1.150 litri di acqua dolce e 1.200 litri di carburante. Ma più dei singoli valori tecnici, è l’insieme delle soluzioni adottate a indicare quale tipo di esperienza Fountaine Pajot abbia cercato di costruire.
Il FPY 59S appare pensato non soltanto per spostarsi da una destinazione all’altra, ma anche per dare valore al tempo trascorso una volta arrivati. Grandi superfici esterne, ambienti separabili, possibilità di personalizzazione e gestione più flessibile dell’energia diventano particolarmente interessanti quando la barca rimane per giorni tra rade, isole e porti.
Nel Mediterraneo questa impostazione trova un terreno naturale. Il viaggio continua a essere parte del piacere della vela, ma il luogo in cui ci si ferma può diventare altrettanto importante della rotta utilizzata per raggiungerlo.
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Fountaine Pajot Yachts, FPY 59S
26 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
FPY 59S, il catamarano diventa uno spazio da abitare
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