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Haze², il Darwin 102 che porta l’explorer su misura

30,8 metri, scafo in acciaio, interni contemporanei e vocazione long range per Haze², explorer yacht costruito da Cantiere delle Marche

Haze², il Darwin 102 che porta l’explorer su misura

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Haze² interpreta il Darwin 102 di Cantiere delle Marche attraverso un progetto su misura, autonomia oceanica e interni firmati Lawson Robb

Haze² nasce da una piattaforma conosciuta, il Darwin Class 102 di Cantiere delle Marche, ma il risultato racconta soprattutto quanto un armatore esperto possa trasformare un progetto collaudato senza cancellarne l’identità. L’explorer di 30,8 metri mantiene infatti la solidità, i volumi e la capacità di navigazione a lungo raggio che caratterizzano la famiglia Darwin, introducendo allo stesso tempo modifiche sostanziali alla distribuzione degli spazi, all’estetica e al modo di vivere la barca.

È proprio questo equilibrio tra continuità e personalizzazione a rendere Haze² interessante. Non nasce per reinventare il concetto di explorer yacht, ma per adattarlo in maniera molto precisa alle abitudini di chi lo utilizzerà.

Da un Darwin 102 a una barca personale

La scelta di Cantiere delle Marche è maturata dopo che l’armatore aveva visitato un Darwin 106 al Cannes Yachting Festival del 2022. A convincerlo erano stati soprattutto la costruzione, i volumi profondi dello scafo e la possibilità di affrontare navigazioni lunghe senza dipendere continuamente da porti e rifornimenti.

La base tecnica scelta è quella del Darwin Class 102, modello che il cantiere propone con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio. Haze² è uno degli esemplari appartenenti a questa famiglia, come conferma direttamente la flotta ufficiale di Cantiere delle Marche.

Da quella piattaforma è però iniziato un lavoro di personalizzazione esteso. L’armatore, con una precedente esperienza sia nel mondo dei motor yacht sia in quello della vela, ha partecipato attivamente alle decisioni progettuali, lavorando insieme al cantiere e ai designer per adeguare la barca alle proprie esigenze.

Un explorer che evolve senza perdere il proprio carattere

Le linee esterne sono firmate da Sergio Cutolo/Hydro Tec, responsabile dello sviluppo stilistico della Darwin Class fin dalle sue origini. Su Haze² alcuni elementi sono stati rivisti per aggiornare il linguaggio del modello senza trasformarne la natura.

Tra gli interventi figura il parabrezza della timoneria ridisegnato per migliorare la visibilità, mentre la gru per il tender è stata integrata e nascosta nella parte poppiera del Sun Deck. Anche la scelta cromatica contribuisce a definire la personalità della barca, con lo scafo grigio metallizzato abbinato alla sovrastruttura blu.

Rimane riconoscibile la presenza importante e funzionale di un vero explorer, ma il risultato appare meno legato a una lettura puramente tecnica del genere.

Gli spazi seguono il modo di vivere a bordo

L’esperienza maturata dall’armatore con le barche precedenti ha avuto un peso concreto nella definizione del layout. Tra le priorità figuravano una cabina armatoriale tranquilla sul ponte principale, un’area dedicata al lavoro e ampi spazi esterni da utilizzare durante lunghe permanenze a bordo.

La personalizzazione riguarda quindi non soltanto materiali e finiture, ma l’organizzazione stessa della vita sullo yacht.

Uno degli elementi più particolari raccontati da BOAT International è la piscina di acqua salata da circa 17 metri cubi inserita a poppa. La struttura, integrata nello scafo e delimitata da pareti in vetro, permette inoltre alla luce naturale di raggiungere il beach club e la palestra situati al livello inferiore.

È un esempio di come su Haze² una soluzione apparentemente dedicata al tempo libero partecipi anche all’architettura complessiva della barca.

Lawson Robb e un interno da osservare da vicino

Gli interni sono stati affidati allo studio londinese Lawson Robb. Il brief puntava su superfici tattili, finiture poco lucide, legni chiari a poro aperto, tonalità naturali, bronzo spazzolato e mosaici.

Ne deriva un ambiente contemporaneo nel quale il carattere non viene affidato a un singolo elemento scenografico. Legni, metalli, pelle, rivestimenti e illuminazione costruiscono invece una composizione stratificata, alternando tonalità neutre ad accenti più decisi.

Anche la luce è parte del progetto, attraverso elementi indiretti che seguono le curve architettoniche e lampade disegnate per dialogare con le geometrie degli interni.

Haze² può accogliere fino a 10 ospiti, oltre all’armatore, con spazi dedicati all’equipaggio.

Oltre 5.000 miglia per lasciare aperte le rotte

Se gli interni raccontano la parte più personale del progetto, la piattaforma tecnica mantiene intatta la vocazione explorer.

Haze² misura 30,8 metri, con un baglio di circa 7,43 metri, un dislocamento dichiarato di 250 tonnellate e una stazza lorda di 245 GT. La propulsione è affidata a due Caterpillar C18 ACERT da 500 kW ciascuno.

Secondo i dati specifici diffusi da Cantiere delle Marche per questa unità, la capacità di carburante è di circa 40.000 litri e l’autonomia supera le 5.000 miglia nautiche a 9 nodi.

È un dato che distingue Haze² dalle specifiche standard pubblicate per il Darwin 102 e conferma quanto la singola unità sia stata configurata intorno alla navigazione di lungo raggio.

Una piattaforma collaudata, non una formula rigida

La Darwin Class è stata introdotta da Cantiere delle Marche nel 2010 con l’obiettivo di concentrare capacità oceaniche, robustezza e volumi da superyacht all’interno di dimensioni relativamente compatte.

Haze² mostra quanto quella filosofia possa ancora essere reinterpretata. La piattaforma rimane riconoscibile, così come l’impostazione da explorer, ma quasi ogni decisione importante è stata filtrata attraverso l’esperienza dell’armatore.

È forse questa la caratteristica più contemporanea del progetto: non cercare di rendere un explorer meno explorer per aumentarne il comfort, ma utilizzare design, materiali e personalizzazione per far convivere autonomia e capacità nautiche con una dimensione molto più personale dell’abitare.

Per un yacht pensato per attraversare mari differenti e trascorrere lunghi periodi lontano dalla propria base, la destinazione conta. Ma Haze² suggerisce che conta altrettanto il modo in cui si decide di vivere il viaggio.

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Cantiere delle Marche

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24 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
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