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Villa Treville, la casa di Zeffirelli che continua a vivere sul mare

A Positano, Villa Treville trasforma l’antica dimora di Franco Zeffirelli in un hotel affacciato sul Mediterraneo, conservandone storia e atmosfera

Villa Treville, la casa di Zeffirelli che continua a vivere sul mare

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Da rifugio privato di Franco Zeffirelli a hotel sulla Costiera Amalfitana, Villa Treville racconta una storia di cinema, ospitalità e Mediterraneo

Sulla scogliera di Positano, poco oltre il centro del paese e davanti al blu del Tirreno, Villa Treville conserva ancora qualcosa che molti hotel cercano senza riuscire realmente a costruirlo: la sensazione di entrare in una casa con una storia precedente alla propria trasformazione in struttura ricettiva.

Quella casa apparteneva a Franco Zeffirelli. Regista di cinema, teatro e opera, Zeffirelli fece di questo angolo della Costiera Amalfitana non soltanto una residenza, ma un luogo nel quale architettura, giardini, arredamento, amicizie e vita privata finirono per mescolarsi. Oggi Villa Treville è un hotel, ma una parte significativa della sua identità continua a derivare proprio da quella stagione.

Prima dell’hotel c’era una casa

La storia di Treville precede Zeffirelli. Le ville originarie risalgono al XVIII secolo e si trovano adagiate sulla costa in una posizione che guarda Positano e le isole de Li Galli. Zeffirelli conobbe questo luogo da giovane e, molti anni più tardi, riuscì a farlo diventare parte della propria vita.

Nel corso degli anni riunì e trasformò le diverse costruzioni che scendono lungo il pendio, costruendo progressivamente quello che sarebbe diventato il suo rifugio sulla Costiera Amalfitana.

Il nome Treville conserva la memoria delle tre ville originarie. Lo stesso Zeffirelli le interpretò come ambienti differenti, quasi personaggi di una scenografia permanente. La sua esperienza nel teatro e nel cinema finì inevitabilmente per entrare nella casa.

Zeffirelli e Mongiardino, una casa come una scenografia abitata

A contribuire alla personalità degli interni fu anche Renzo Mongiardino, scenografo, architetto e designer con il quale Zeffirelli aveva collaborato. Il risultato non segue la neutralità tipica di molta ospitalità contemporanea: colori, tessuti, ceramiche, elementi moreschi, arredi antichi e maioliche della tradizione campana convivono in spazi volutamente ricchi di carattere.

È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti di Villa Treville oggi. La trasformazione in hotel non ha comportato la cancellazione sistematica di ciò che esisteva prima.

Molti ambienti continuano infatti a mantenere oggetti, fotografie, libri, mobili e riferimenti appartenenti alla vita della casa. Il passato non viene ricostruito artificialmente per l’ospite: in numerosi casi è semplicemente rimasto dov’era.

Una casa frequentata da artisti e protagonisti del Novecento

La posizione certamente aiutava, ma Villa Treville non divenne celebre soltanto per il panorama.

Durante gli anni di Zeffirelli vi passarono personalità legate al cinema, alla musica, alla moda e al teatro. Tra i nomi ricordati dalla stessa struttura compaiono Maria Callas, Leonard Bernstein, Rudolf Nureyev, Coco Chanel, Liza Minnelli, Elizabeth Taylor e Richard Burton.

Non si trattava però di un hotel frequentato dalle celebrità. Era una dimora privata nella quale gli ospiti entravano attraverso il rapporto personale con il padrone di casa.

Questa differenza aiuta a comprendere perché Treville abbia ancora oggi un’atmosfera insolita. Prima di avere camere da vendere, aveva persone da accogliere.

Da dimora privata a hotel

La trasformazione avviene dopo la stagione di Zeffirelli. La proprietà cambia mano e, nel tempo, Villa Treville assume la funzione che conosciamo oggi.

Le fonti pubblicate sullo stesso sito della struttura ricostruiscono il successivo ingresso della famiglia Friedland, che aveva conosciuto la Costiera Amalfitana molti anni prima e che ha poi proseguito il processo di conservazione ed evoluzione della proprietà.

Oggi Treville Positano si presenta ufficialmente come un hotel distribuito tra più ville immerse in circa due ettari di giardini e terrazze, con suite affacciate sul Mediterraneo e accesso al mare.

Ma definire il luogo semplicemente come hotel racconta solo una parte della sua natura.

Dormire negli ambienti che conservano una memoria

Le suite mantengono un forte legame con le persone e le opere che hanno attraversato la storia della casa.

Ci sono riferimenti a Leonard Bernstein, alle opere dirette da Zeffirelli e naturalmente allo stesso Maestro. La Zeffirelli Suite occupa gli ambienti nei quali il regista viveva e lavorava, conservando elementi della sua collezione personale e parte dell’impostazione originale.

Anche alcuni dettagli raccontano questa capacità di trasformare senza cancellare. Nella suite dedicata a Bernstein, per esempio, quello che in origine era il forno per il pane della villa è stato integrato nell’ambiente bagno.

Sono particolari apparentemente marginali, ma spiegano bene la differenza tra realizzare un hotel all’interno di una vecchia proprietà e permettere a una casa storica di evolvere in una nuova forma di ospitalità.

La Traviata, dalla serra alla spa

Uno degli esempi più significativi riguarda l’antico giardino d’inverno.

Zeffirelli lo utilizzò durante la lavorazione di La Traviata; oggi lo spazio è diventato La Traviata Spa. L’architettura in vetro e il rapporto con la vegetazione rimangono così parte dell’esperienza, pur con una funzione completamente diversa.

È una trasformazione che sintetizza bene l’intera filosofia del luogo: non congelare il passato, ma trovare per gli ambienti un nuovo utilizzo senza renderli irriconoscibili.

Maestro’s, Bianca Bar e una casa che cambia funzione

La stessa logica ritorna negli spazi dedicati alla convivialità.

Il ristorante Maestro’s porta già nel nome un riferimento evidente alla precedente vita della proprietà. La cucina utilizza anche prodotti provenienti dai giardini della tenuta, continuando in forma contemporanea quel rapporto tra casa, territorio e tavola che faceva parte della vita privata della villa.

Il Bianca Bar occupa invece il Salone Bianco di Villa Bianca e mantiene l’impronta moresca legata al gusto di Zeffirelli e Mongiardino. Anche qui il passaggio dalla residenza all’hotel non ha comportato un azzeramento dell’identità originaria.

Il mare non è soltanto il panorama

Per MED Yachting c’è poi un elemento che rende Villa Treville particolarmente interessante: il suo rapporto fisico con il mare.

La proprietà non osserva semplicemente il Mediterraneo dall’alto. I percorsi scendono lungo la scogliera fino all’acqua e l’hotel dispone di una propria zona sul mare, On The Rocks. Il servizio della struttura comprende inoltre trasferimenti in barca da e verso Positano.

Vista dalla prospettiva di chi naviga lungo la Costiera Amalfitana, Treville appartiene quindi a quella particolare categoria di luoghi mediterranei nei quali costa e navigazione diventano due modi differenti di raggiungere la stessa destinazione.

Arrivare dal mare significa anche evitare, almeno per qualche momento, la Positano delle strade congestionate e osservare il paesaggio nella direzione dalla quale per secoli lo hanno visto marinai e viaggiatori.

Una Positano appartata, a pochi minuti da Positano

Treville occupa una posizione particolare. È abbastanza vicina al paese da appartenere pienamente all’immaginario di Positano, ma sufficientemente separata da conservare una propria dimensione.

I giardini, i percorsi che collegano le ville, le terrazze nascoste e la vegetazione contribuiscono a creare questa separazione. Il sito ufficiale parla oggi di quattro ville immerse nei giardini, mentre la denominazione storica continua a ricordare le tre costruzioni dalle quali nacque la proprietà.

Anche questo racconta l’evoluzione di Treville: il luogo non è rimasto immobile. Si è ampliato, è stato restaurato e ha assunto nuove funzioni, continuando però a utilizzare la propria storia come struttura portante anziché come semplice decorazione.

Da casa di un regista a racconto del Mediterraneo

Forse il fascino di Villa Treville deriva proprio da questa sovrapposizione.

C’è la Positano del XVIII secolo delle prime costruzioni. C’è quella scoperta da Zeffirelli da ragazzo. C’è la casa del regista, popolata da amici, artisti e protagonisti del Novecento. E infine c’è l’hotel contemporaneo, con ristorante, bar, spa, suite e servizi pensati per un pubblico internazionale.

Tutte queste epoche convivono nello stesso luogo.

Per questo Treville può essere letta anche come qualcosa di più di un indirizzo dell’ospitalità di lusso sulla Costiera Amalfitana. È un esempio di come una dimora profondamente personale possa cambiare proprietari e funzione senza perdere completamente la propria voce.

E forse è proprio ciò che continua a distinguerla osservandola dal mare: prima di essere un hotel, Villa Treville è stata una casa. E in molti dei suoi ambienti sembra volerlo ricordare ancora.

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Villa Treville

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20 Agosto 2026
© Redazione MED Yachting
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