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Arca SGR, il Maxi 100 rinato che continua a vincere nel Mediterraneo

Da scafo abbandonato a protagonista della Giraglia 2026, la seconda vita del Maxi 100 Arca SGR

Arca SGR, il Maxi 100 rinato che continua a vincere nel Mediterraneo

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Arca SGR, il Maxi 100 recuperato a Minorca che ha trasformato economia circolare e talento in vittorie nel Mediterraneo

Ci sono barche progettate per inseguire nuovi record e altre capaci di raccontare qualcosa di più profondo. Arca SGR appartiene a entrambe le categorie. Il Maxi 100 del Fast and Furio Sailing Team corre oggi ai vertici della vela d’altura, ma la sua storia non comincia in un moderno cantiere specializzato. Riparte invece da uno scafo gravemente danneggiato, dimenticato per anni su un piazzale dell’isola di Minorca.

Dall’Australia alle grandi regate internazionali

L’imbarcazione venne costruita nel 2003 dal cantiere australiano Hart Marine per affrontare la Sydney–Hobart, una delle competizioni offshore più impegnative al mondo. La nuova barca mostrò immediatamente il proprio carattere conquistando il successo nella prima partecipazione. Soltanto un anno dopo, però, la perdita della chiglia provocò il capovolgimento dello scafo in oceano, aprendo un capitolo molto più tormentato della sua storia.

Il primo incontro con il Fast and Furio Sailing Team

Nel 2005 il maxi yacht, allora conosciuto come Wild Thing, venne preso a noleggio dal Fast and Furio Sailing Team per partecipare alla Barcolana con il nome Trieste Provincia di Skandia. La vittoria arrivò con il primo tempo inferiore a un’ora mai registrato nella regata triestina. Poi la barca scomparve gradualmente dalle competizioni, fino a essere ritrovata anni dopo in condizioni che lasciavano poco spazio all’ottimismo.

Uno scafo abbandonato a Minorca

Furio Benussi rimase in contatto con il precedente proprietario e riuscì a individuare nuovamente l’imbarcazione. Lo scafo era finito sugli scogli ed era stato lasciato in un piccolo cantiere di Minorca, parzialmente distrutto e apparentemente destinato alla demolizione. In quella struttura segnata dagli incidenti e dal tempo, il team vide però ancora le proporzioni e il potenziale di una grande barca da regata.

BoReAS trasforma il recupero in un progetto sportivo

Nel 2019 prese forma BoReAS, Boat Recycle in Action for Sailing Project, iniziativa sostenuta da Arca Fondi SGR con l’obiettivo di riportare Wild Thing sui campi di regata. La scelta non fu quella di costruire un nuovo Maxi 100, ma di recuperare quanto esisteva già, limitando l’impiego di nuove risorse e l’impatto legato alla produzione di uno scafo dalle prestazioni analoghe. Dopo il trasferimento dalle Baleari a Trieste e una serie di interventi straordinari, la barca tornò finalmente in acqua con il nome Arca SGR.

Trentaquattro metri pensati per correre

Arca SGR misura 30,4 metri di scafo e raggiunge circa 34 metri fuori tutto considerando la delfiniera. L’albero si innalza per 45 metri, mentre il pescaggio supera i sei metri. Le proporzioni lunghe e strette, con una larghezza di circa cinque metri, rivelano una barca concepita per trasformare il vento in velocità. Nelle configurazioni più potenti la superficie velica può raggiungere circa 1.000 metri quadrati di bolina e 1.500 metri quadrati nelle andature portanti.

La sostenibilità misurata oltre le dichiarazioni

Il recupero non è rimasto soltanto una suggestiva storia di rinascita. Il progetto ha portato Arca SGR a ottenere una certificazione EPD, Environmental Product Declaration, presentata dal team come la prima Dichiarazione Ambientale di Prodotto applicata a un’imbarcazione del settore navale. L’esperienza mostra come riuso, competenza tecnica e alte prestazioni possano convivere senza trasformare la sostenibilità in un semplice argomento promozionale.

La Giraglia 2026 conquistata con pazienza e strategia

La nuova vita di Arca SGR si misura soprattutto sui campi di regata. Nel giugno 2026 il Maxi 100 ha conquistato la Line Honour della Loro Piana Giraglia, attraversando per primo il traguardo di Genova dopo 1 giorno, 1 ora, 5 minuti e 56 secondi. L’edizione, alla quale hanno partecipato oltre 130 imbarcazioni, è stata condizionata da venti leggeri e continui cambi di pressione, imponendo agli equipaggi una navigazione tattica più che una semplice prova di velocità.

Una seconda vita costruita vittoria dopo vittoria

Dalla Barcolana alla 151 Miglia, dalle regate di Portofino alle competizioni tra Tirreno e Adriatico, Arca SGR ha trasformato il proprio recupero in una lunga sequenza di risultati. Il suo valore, tuttavia, non risiede soltanto nei trofei. Questa barca ricorda che innovare non significa sempre partire da una pagina bianca. A volte la scelta più intelligente consiste nel riconoscere ciò che merita di essere salvato, affidarlo alle persone giuste e riportarlo là dove può esprimere nuovamente tutto il suo carattere, in mare.

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photo (c) https://fastandfurio.com - Portofino 2026
www.fastandfurio.com

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22 Luglio 2026
© Redazione MED Yachting
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